✨⛩✨«Perchè il Giappone?»✨⛩✨

Me lo chiedono a ogni intervista, a ogni incontro con il pubblico italiano e straniero. «Perchè complicarsi la vita? Cosa c’è che ti spinge a restare?»
La risposta è proprio lì, nella complessità.
L’ho scritto in «Tokyo tutto l’anno» …
«Sono arrivata a Tōkyō che avevo poco piú di vent’anni. Sono partita da Roma con una immensa valigia color ciliegia, una laurea in Lettere e mia sorella a scortarmi all’aeroporto. Dovevo restare un anno. Ne sono passati quindici. Sono ancora qui.
Da bambina non leggevo manga, non guardavo gli anime alla tv. Anche pensando a un viaggio lontano, il Giappone non mi sarebbe mai venuto in mente. Non fu il paese a farmi innamorare, né fu un giapponese in particolare. Fu invece il giapponese, la lingua. Cercavo informazioni per regalare un corso di lingua al ragazzo che allora frequentavo, lui sí appassionato di tutto quanto avesse a che fare col Giappone. Quando vidi quei segni che si affollavano sullo schermo, scorrendo dall’alto in basso, da destra a sinistra, fu un colpo di fulmine. Per temperamento ho sempre amato la complessità, misurarmi con qualcosa che non accetta di aprirsi al primo incontro.»
🎐
Ed ecco che a due anni dall’uscita, «Tokyo tutto l’anno» Einaudi editore va per l’ennesima volta in #ristampa e questo, per uno scrittore, significa che la parola non invecchia, che ciò che si è detto continua a parlare.
🌱
Ho sempre la febbre alta, l’otite guarisce al rallentatore, ma la gioia non la rovina nulla. Nè il corpo che si ribella (e fa bene) nè la fatica (che imparo a distribuire).
GRAZIE quindi, GRAZIE di cuore. ❤️
Laura Imai Messina
📷 Scatto dal bellissimo profilo di Noriyuki Kajiwara @kaji_nori06 ←
noncerosasenzaspine.wordpress.com

Luigi Maria Corsanico legge “Lascio fare” di Marcello Comitini (Ita – Fr – Eng – Esp)

Ecco che la voce vibrante e profondamente partecipe di Luigi, ma anche la sua grande capacità di rendere con le immagini, fa viva palpitante questa poesia di riflessione sulla vita e sul senso dell’umano. Marcello Comitini – Lascio fare — Letture/Lecturas Il testo in italiano potete leggerlo e ovviamente ascoltarlo sul link soprastante. […] Luigi […]

Luigi Maria Corsanico legge “Lascio fare” di Marcello Comitini (Ita – Fr – Eng – Esp)

«Per essere felici, serve innanzitutto immaginare di essere felici.»

Finalmente mi sono sentita pronta a raccontare questo luogo magico eppure reale nel sud-ovest del Giappone. E quel mondo tutto mine e incanto che è l’infanzia.
Esce l’11 ottobre,
da oggi in pre-order.♥️
Laura Imai Messina
L’Isola dei battiti del cuore

di Laura Imai Messina

Nel sud-ovest del Giappone, in una pozza di mare condivisa da due province, Kagawa e Okayama, nuota un’isoletta unica al mondo: Teshima. Sulla punta orientale dell’isola, sorge un minuscolo edificio in cui sono catalogate le pulsazioni del cuore di decine di migliaia di persone, alcune vive altre già ombre, provenienti dai luoghi più disparati del pianeta. Si chiama Shinzō-on no Ākaibu, l’Archivio dei Battiti del Cuore.

Alle porte di Tōkyō, in una cittadina lambita dall’oceano e circondata dalle montagne, sorge la casa dove Shūichi ha trascorso l’infanzia e dove ha appena fatto ritorno. Shūichi è un noto illustratore, ha quarant’anni e una cicatrice in mezzo al petto. È ossessionato dal proprio cuore che si ausculta ogni sera e dalle memorie confuse che ha del passato. Sua madre, per proteggerlo dai dispiaceri, ne ha manipolato i ricordi d’infanzia: di tutti i suoi piccoli drammi gli ha sempre raccontato una versione migliore. Ma se non si ha la certezza di aver sofferto in passato e di avercela fatta, da dove si ricava il coraggio di tentare ancora? È allora che Shūichi si accorge di un misterioso bambino che si aggira intorno alla casa. 

Questa strana presenza fa nascere in Shūichi molte domande: chi e quel bambino che lo osserva e perché ha scelto la sua casa? E soprattutto: come si pesca un pesce-bambino? Shūichi scopre che il pesce-bambino si chiama Kenta, ha otto anni e vive prodigiose avventure nella solitudine più assoluta. Ma il pesce-bambino che
è Kenta e il disegnatore surfista che è Shūichi, stringono giorno dopo giorno una straordinaria amicizia e quell’incontro cambierà per sempre la loro vita. Li porterà in un luogo che batte al ritmo del cuore, pronunciato in tutte le lingue del mondo. È Teshima, un’isoletta remota nel sud-ovest del Giappone, dove sorge l’Archivio dei Battiti del Cuore.

Dopo Quel che affidiamo al vento, Laura Imai Messina torna a un luogo incredibile eppure reale del Giappone. E, nel viaggio in cui ci conduce, ci permette di avvicinarci a un modo diverso di concepire la vita e i suoi smarrimenti. Ma soprattutto ci dona una delle chiavi essenziali per interpretare il presente: quella per ritrovare la felicita perduta. Continua ›

Laura Imai Messina è nata a Roma. A 23 anni si è trasferita a Tokyo dove ha conseguito un PhD presso la Tokyo University of Foreign Studies. Insegna in alcune delle più prestigiose università della capitale. Ha esordito con successo nel 2014 con Tokyo Orizzontale (Piemme). Nel 2018, sempre per Piemme, è uscito Non oso dire la gioiae per Vallardi il best-seller Wa, La via giapponese all’armonia.
Il suo stile raffinato e lo sguardo privilegiato sul Sol Levante, ne fanno una voce inconfondibile del panorama letterario italiano.

www.edizpiemme.it/autori/laura-imai-messina

#mottainai もったいない: «Che spreco (darsi per vinti!)».

Quando si è a corto di coraggio, quasi si trattasse di una medicina da somministrarsi all’occorrenza, basta ricordare l’espressione
#mottainai もったいない:
«Che spreco (darsi per vinti!)».
«Sembra oggi che nessuno più si accorga di un fatto: riuscire al primo tentativo è una rarità. Più frequente è invece giungere al successo, di qualunque successo poi si tratti, lentamente, attraversando fasi invisibili e per gradi. Ci si sente immobili talvolta, come se tutti gli sforzi di una settimana o di un mese non ci avessero portato null’altro che stanchezza, come se l’obiettivo rimanesse alla medesima distanza.
Eppure, nonostante quelle lunghe zone d’ombra, eccoci arrivare alla fine di un percorso. I risultati possono essere come fuochi d’artificio e giungere di botto.
Ci si dimentica ogni volta che per arrivare al dieci serve l’uno e il due, il tre e anche il quattro. Può capitare di saltare un cinque o forse un sei, ma allora il sette sarà più faticoso, servirà più tempo per raggiungerlo e ancora più tempo per convincersi d’averlo ottenuto davvero. La gradualità rassicura, ma non è sempre semplice sopportarne la lentezza. Eppure serve e non la si deve evitare. L’importante è non fissarsi sull’età, sui tempi, su quello che fanno gli altri intorno a sé, su come si «dovrebbe essere» e non si è ancora. E se lo si fa, sbagliando, è bene ricordarsi questa frase:
mottainai もったいない!»
da «Wa, la via giapponese all’armonia» @vallardi @tea.libri
🌱 Oggi riprovo da capo. Senza strappi ricomincio da dove avevo lasciato. E l’autunno in arrivo aiuta.
E VOI? COME STATE? ♥️
Laura Imai Messina
📷 Scatto bellissimo di @hirokingraphy (Hiroki Nose

www.lauraimaimessina.com

✨Custodire e coltivare l’amore🥀🌹✨Ancora✨🎋

DOMENICA 18 SETTEMBRE: “CUSTODIRE L’AMORE”, IL NUOVO LIBRO DI MARIA TERESA ABIGNENTE

ore 15, incontro in auditorium

Un libro che non parla di amore, ma in cui è l’amore che lascia parlare di sé. L’autrice offre la sua voce e le sue parole per invitare ciascuno di noi a fare altrettanto.
Medico e mediatrice familiare, Maria Teresa Abignente conduce a Romena, da quasi vent’anni, corsi sull’amore e corsi per le coppie che si preparano al matrimonio. Vi aspettiamo!

✨🎋✨Si chiamano 御守り omamori, amuleti. Il loro scopo è proteggere chi li porta addosso✨⛩✨portafortuna✨⛩✨

wikipedia.org/wiki/Omamori
御守り omamori
御守 ( omamori ) : un
portafortunadedicato al successo negli
studi .

Vedi anche:

Non c’è nulla di particolarmente bello in questa fotografia, eppure la commozione è grande.
Chi ha letto i miei libri, chi mi ha ascoltato parlare del Giappone e della sua cultura (peculiare in una forma che supera di gran lunga gli stereotipi e le cose «pazzesche» o «cariiiine») sa quanto la morte qui sia percepita in una maniera che non risulta affatto pesante. La si accoglie, la si accetta, la si celebra infine.
Sono stati piuttosto una tale sorpresa, un innamoramento oserei dire, tutti i riti che in Giappone durante l’anno celebrano i defunti e insieme la vita di tutti i giorni: o-bon in estate, o-higan in primavera e autunno, l’accoglienza a Capodanno degli antenati, la cura quotidiana del butsudan etc.
L’influenza che ha avuto tutto questo sulla mia scrittura è enorme.
Secondo uno degli artisti che più ho amato e amo, Christian Boltanski, se una volta la morte era parte della vita, una grande festa, oggi in Occidente “si è arrabbiati contro la morte, a tal punto che la si nega”. Eppure, ecco che in Giappone le tombe, i cimiteri, non sono isolati dal resto del tessuto urbano, li si vede ovunque, camminando per la strada, subito dietro la stazione; dentro le case l’altare buddhista (butsudan) porta la morte e il ricordo dei defunti a un passo dal letto e dalla specchiera. Li si prende mano nelle feste d’estate e d’autunno, nel chiasso dei tamburi dei matsuri, e nel silenzio boschivo dei templi.
Questa foto non dice nulla di particolare tranne il ricordo. Bottigliette di tè acquistate al konbini o al distributore automatico e posate sulla tomba di un caro perché si disseti. In questo scatto, per la precisione, accanto alla bottiglietta ecco una confezione di kakigori, il dolce d’estate fatto di ghiaccio e sciroppo, il preferito di mio figlio.
Quando mi chiedono perché io scriva usando il pathos con il contagocce, di alternare pensiero a materialità del quotidiano, mirando in buona sostanza allo haiku, mi tornano in mente lampi di scatti così, che mi hanno confermato l’idea che è la vita pratica a spiegarci l’amore, il dolore, la separazione.
Come una piccola confezione di kakigori allo sciroppo di fragola posato su una tomba in estate. 🍧
Laura Imai Messina

✨❣️✨Arwen: Alcune cose sono certe. Se ora lo lascio, lo rimpiangerò per sempre. È il momento. ✨🗡️✨Rinnovata sarà la lama che fu spezzata.Elendil✨🗡️✨

Arwen: Alcune cose sono certe. Se ora lo lascio, lo rimpiangerò per sempre. È il momento. Arwen: Dalle ceneri la fiamma sarà risvegliata. Una luce …

❣️✨Arwen: Alcune cose sono certe. Se ora lo lascio, lo rimpiangerò per sempre. È il momento. ✨🗡️
Arwen Undómiel è un personaggio di Arda, l’universo immaginario fantasy dello scrittore inglese J. R. R. Tolkien. Appare nel suo più famoso romanzo, Il Signore degli Anelli. Arwen è una mezzelfa che visse durante la Terza Era. Wikipedia
Arwen: Dalle ceneri la fiamma sarà risvegliata. Una luce dall’ombra spunterà. Rinnovata sarà la lama che fu spezzata.
Elendil: Aaah!
Arwen: Il senza corona di nuovo Re sarà. Riforgia la spada. Padre…
Elrond: Le tue mani sono fredde. La vita degli Eldar ti sta lasciando.
Arwen: è stata una mia scelta. Padre, con o senza la tua volontà, non c’è nessuna nave, ora, che possa portarmi via.

– Il Signore degli Anelli – Il ritorno del Re
www.aforismicitazioni.it

✨❣️✨Arwen: Alcune cose sono certe. Se ora lo lascio, lo rimpiangerò per sempre. È il momento. ✨🗡️✨Rinnovata sarà la lama che fu spezzata.Elendil✨🗡️✨

Arwen: Alcune cose sono certe. Se ora lo lascio, lo rimpiangerò per sempre. È il momento. Arwen: Dalle ceneri la fiamma sarà risvegliata. Una luce …

✨❣️✨Arwen: Alcune cose sono certe. Se ora lo lascio, lo rimpiangerò per sempre. È il momento. ✨🗡️✨Rinnovata sarà la lama che fu spezzata.Elendil✨🗡️✨
www.bayofbelfalas.org/narsil-la-fiamma-luminosa

La galassia NGC 628: l’ultima immagine di James Webb

www.passioneastronomia.it/potremmo-non-sapere-mai-se-ci-sono-altre-forme-di-vita-nelluniverso/
passione-astronomia
Un’immagine della galassia NGC 628 nella gamma del medio infrarosso, ripresa dal James Webb Space Telescope il 17 luglio senza preelaborazione. Credit: Niels Bohr Institute, Università di Copenaghen, PHANGS-JWST

Dopo le sensazionali immagini della presentazione, James Webb Space Telescope ci regala un altra meraviglia dell’Universo in alta definizione: le immagini della galassia NGC 628. Il telescopio spaziale ha decisamente iniziato alla grande la sua missione scientifica ed ha inviato un’altra immagine che non sembra meno impressionante delle precedenti mostrate. 

La nuova foto mostra la struttura polverosa di una lontana galassia che sembra più simile a un terribile vortice psichedelico di un film della Marvel che ad una galassia a spirale. Secondo l’elenco degli obiettivi scientifici (rif.), rilasciato dall’STScI, l’immagine è stata catturata il 17 luglio con una sessione di osservazioni multiple sfruttando lo strumento MIRI (Mid-Infrared Instrument).

La galassia NGC 628

Conosciuta anche come la “Galassia Fantasma”, NGC 628, risplende in modo particolare in questo scatto. Questo oggetto cosmico è una delle più spettacolari di galassie nel nostro cielo. Nota anche come una galassia a spirale di “grande design”con spirali gassose prominenti, ben formate e relativamente non oscurate. L’evoluzione cosmica ha creato una così netta simmetria che alcuni astronomi la definiscono anche “spirale perfetta”. L’oggetto celeste si trova a circa 32 milioni di anni luce dalla Terra nella costellazione dei Pesci. Al suo interno potrebbero essere presenti circa 100 miliardi di stelle…www.italianspace.it/astronews

Due immagini della galassia NGC 628. A sinistra l’immagine catturata da Hubble nelle frequenza della luce visibile. Nell’immagine a destra invece catturata dal telescopio spaziale Spitzer che come Webb osserva i copri celesti nel vicino infrarosso. Credit: NASA
La nuova immagine di Webb di NGC 628 elaborata nella luce visibile. Credit: Judy Schmidt/Flickr, CC BY 2.0

www.italianspace.it/astronews/la-galassia-ngc-628

✨🏆✨𝗖𝗔𝗠𝗣𝗜𝗢𝗡𝗜 𝗗𝗘𝗟 𝗠𝗢𝗡𝗗𝗢, 𝗖𝗔𝗠𝗣𝗜𝗢𝗡𝗜 𝗗𝗘𝗟 𝗠𝗢𝗡𝗗𝗢, 𝗖𝗔𝗠𝗣𝗜𝗢𝗡𝗜 𝗗𝗘𝗟 𝗠𝗢𝗡𝗗𝗢 TUTTO VERO, L’ITALIA E’ CAMPIONE!✨Italia✨Polonia✨ ✨🇮🇹🇵🇱 3-1✨

www.federvolley.it/mondiali-maschili-finale-italia-polonia

忙しい isogashii significa «occupato»

Dentro questo carattere a sinistra c’è kokoro 心 il “cuore” e subito a destra, segue la sua sparizione, la sua morte 亡 perché letteralmente «far morire il cuore» equivale in giapponese all’«essere occupati».

Mai quindi esagerare ❤️

«Hito 人 in giapponese è la ‘persona’. 
Un’interpretazione vuole che il carattere di hito 人 nasca dal fatto che gli individui abbiano bisogno di sostenersi a vicenda per restare in piedi. Un reciproco sostenersi che è alla base d’ogni relazione»

#walaviagiapponeseallarmonia
Vedi anche gli ultimi post di Laura I. M.

La promessa era quella, non vedevo l’ora, ma qualcosa di tecnico pare necessiti di qualche giorno in più.

Sono delusa, soprattutto per aver fatto una promessa che non ho potuto mantenere. Non vedevo l’ora… scusate! m(_ _)m

Io allora aspetto per ognuno dei tre punti, per il carattere di 「待」, aspettare, che di per sè è una lezione e vi spiego più giù. E per gli unici indizi che posso dare e che hanno a che fare con una certa onomatopea , quella del cuore.

❤️

Lo scrivevo in «Wa, la via giapponese all’armonia» che: «matsu 待つ è il verbo dell’attesa, dell’aspettare.

Diviene nell’abbinamento aspettativa (kitai 期待) oppure invito (shōtai 招待), due cose che implicano il tempo. Pare che l’origine di questo kanji sia nel «posare cose, offerte al tempio» e che quel gesto pieno di cura verso gli dèi nell’antichità fosse la scintilla dell’attesa. Che sia aspettativa di bellezza o di disastri, matsu 待 è un carattere destinato a inseguire a fasi alterne la vita di ciascuno.

Per certi versi la vita stessa si riduce a un’attesa, a spazi immensi tra pochi eventi di rilievo e la qualità della nostra esistenza dipende proprio dal modo in cui abitiamo quei tempi intermedi.»

E quindi… aspetto.
Scusate ancora.

(⁠ب⁠_⁠ب⁠)

Non è solo il male che abbiamo ricevuto ma anche quello che abbiamo provocato.
Quanto è prezioso il negativo!
Per quel solito grappolo di coincidenze che in realtà sono richiami – tutto nella vita, a guardare bene, è così connesso che non ci vuole molto per scorgere appigli, corrispondenze, destini – mi sono trovata in questi giorni a parlare più volte e con persone assai diverse di quanto sia importante non solo aver provato ma anche aver causato il male. Ricordarlo soprattutto. Perché non esiste nulla di più intenso dell’esperienza personale.
Non c’è figlio che non abbia fatto male a un genitore, padre o madre che non lo abbia causato al figlio, compagni di classe, amici, sconosciuti. Nulla si salva dalle nostre parole, dalla derisione, dal commento truce, dal pensiero crudele, dal desiderio di morte. E prima accade, prima si impara quanto è facile cadere in errore e si apprende soprattutto che la ragione è questione di ore: basta attraversare una strada, cambiare un portone, avere un genitore un po’ più violento o gentile, e la visione delle cose cambia totalmente. Con un piccolo sforzo di immaginazione riusciamo a capire tutto, anche la cosa più feroce.
L’empatia, a mio parere, ha bisogno anche di tutto questo dolore, del male che causiamo nell’infanzia e nell’adolescenza, del brutto che continuiamo a procurare anche nella vita adulta (quello che diventa spesso non intenzionale, non almeno veramente, quello che ci sfugge, perché in realtà abbiamo già imparato che male porta male, sempre).
Sono convinta di essere diventata la persona che sono anche perché sono stata la bambina che nell’estate dei sette anni ha affogato un nido di formiche, quella che ha rubato una bambolina di pezza a una compagna e l’ha lasciata cadere a terra perché il peso, nella strada verso casa, era diventato insostenibile, quella che ha spiegato a un fidanzato perché non lo avrebbe mai amato veramente.
Essere cattivi ci insegna il meccanismo dall’interno. Ci aiuta a immaginare il perché il male accada, come ci sia dietro sempre un altro dolore (consapevole o inconscio) e quanto poco serva talvolta a disinnescarlo.
Basterebbe la memoria, non essere convinti di avere ragione. www.lauraimaimessina.com

🚀✨🎇 ARTEMIS 🎇✨🚀

Il ritorno dell’uomo sulla Luna. La missione Artemis spiegata con tre infografichei

artemis_i_step-by-step-1

orion_the_journey
artemis_ii_step-by-step
artemis_3_step-by-step

www.infodata.ilsole24ore.com/2022/08/29/il-ritorno-delluomo-sulla-luna

Il lancio della missione Artemis 1, dopo l’annullamento di lunedì e di venerdì 2 settembre a causa di perdite di idrogeno al motore numero 3, dovrebbe essere riprogrammato per ottobre inoltrato. Se andrà finalmente a buon fine, rappresenterebbe il primo importante passo per il ritorno dell’uomo sulla Luna. Ma come obiettivi fondamentali ha per ora il collaudo del nuovo vettore spaziale Space Launch System(SLS) e della nuova astronave Orion, per ora senza astronauti a bordo.

Dopo più di 40 anni dal primo allunaggio dell’uomo, la NASA e le principali agenzie spaziali occidentali, tra cui l’Agenzia spaziale europea (ESA) e italiana (ASI), hanno infatti dato il via al Progetto Artemis, in fase di sviluppo dal 2017. Un progetto che intende portare la prima donna e il prossimo uomo sulla Luna nel 2025…

www.ispionline.it/it/pubblicazione/artemis

La bellezza di Giove vista nei suoi colori reali grazie sonda della NASA Juno

Come apparirebbe Giove, il pianeta più grande del sistema solare, se potessimo vederlo con i nostri occhi, magari dall’oblò di un’astronave? Ce lo mostra Björn Jónsson, citizen scientistislandese, grazie ai dati raccolti dalla sonda Juno della NASA. Il lavoro di Jónsson è stato possibile perché la NASA rende pubblichetutte le immagini raw (cioè non processate) prodotte dalla sonda Juno, dando piena libertà a chiunque di usarle per realizzare creazioni o composizioni proprie. Questo è uno tra le decine di progetti di citizen science della NASA, il cui obiettivo è coinvolgere la cittadinanza nelle varie attività (anche prettamente scientifiche) dell’agenzia spaziale americana…

Credit: NASA/JPL–Caltech/SwRI/MSSS Image processing by Björn Jónsson
Credit: NASA/JPL–Caltech/SwRI/MSSS Image processing by Björn Jónsson

Queste immagini spettacolari sono state realizzate dal citizen scientist Björn Jónsson usando i dati della sonda americana Juno.

www.geopop.it/la-bellezza-di-giove

Fotografia di Giove scattata da Juno il 25 febrraio 2022. Credits: NASA/JPL–Caltech/SwRI/MSSS, Image processing by Thomas Thomopoulos ©.

DOMENICA 11 SETTEMBRE: COMMENTO AL VANGELO DI LUIGI VERDI✨⛩✨ROMENA✨⛩✨Audio Gianni Marmorini✨Papiano✨

A Dio non importa il motivo per cui ritorni, se per il pane o per il Padre.
Ti corre incontro, ti si getta al collo, non ti lascia parlare per salvarti dal tuo dolore.

LUIGI VERDI
www.romena.it
>>> youtu.be/V5PWaMJmYRc
Audio messa 11/09/22 Romena
www.romena.it
✨Gianni ✨Marmorini✨
Audio Papiano 11/09/22
Domenica 11 settembre
XXIV Domenica del Tempo Ordinario
Es 32,7-11.13-14
Lc 15,1-32
In quel tempo, si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro».
Ed egli disse loro questa parabola: «Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta, finché non la trova? Quando l’ha trovata, pieno di gioia se la carica sulle spalle, va a casa, chiama gli amici e i vicini, e dice loro: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora, quella che si era perduta”. Io vi dico: così vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte, più che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione.
Oppure, quale donna, se ha dieci monete e ne perde una, non accende la lampada e spazza la casa e cerca accuratamente finché non la trova? E dopo averla trovata, chiama le amiche e le vicine, e dice: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la moneta che avevo perduto”. Così, io vi dico, vi è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte».
Disse ancora: «Un uomo aveva due figli. Il più giovane dei due disse al padre: “Padre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta”. Ed egli divise tra loro le sue sostanze. Pochi giorni dopo, il figlio più giovane, raccolte tutte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto. Quando ebbe speso tutto, sopraggiunse in quel paese una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora andò a mettersi al servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei suoi campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube di cui si nutrivano i porci; ma nessuno gli dava nulla. Allora ritornò in sé e disse: “Quanti salariati di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi salariati”. Si alzò e tornò da suo padre.
Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: “Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio”. Ma il padre disse ai servi: “Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare, mettetegli l’anello al dito e i sandali ai piedi. Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”. E cominciarono a far festa.
Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; chiamò uno dei servi e gli domandò che cosa fosse tutto questo. Quello gli rispose: “Tuo fratello è qui e tuo padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo”. Egli si indignò, e non voleva entrare. Suo padre allora uscì a supplicarlo. Ma egli rispose a suo padre: “Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai disobbedito a un tuo comando, e tu non mi hai mai dato un capretto per far festa con i miei amici. Ma ora che è tornato questo tuo figlio, il quale ha divorato le tue sostanze con le prostitute, per lui hai ammazzato il vitello grasso”. Gli rispose il padre: “Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”».
https://youtu.be/dWAGHnL1j8A
Buon ascolto!
✨Papianoinsieme✨