DOMENICA 3 LUGLIO: DOMENICO IANNACONE A ROMENA

romenablog.wordpress.com/2022/06/27


il giornalista Rai al centro di una giornata speciale con tante attività e incontri
Il giornalista dell’ascolto e dell’attenzione a Romena per un incontro pubblico in cui racconterà il suo modo, specialissimo, di fare televisione, mettendo sempre al centro le persone, le loro storie, la loro umanità.I suoi programmi “Dieci comandamenti” e, più di recente “Che ci faccio qui?” sempre su Rai3 sono trasmissioni in cui la Tv diventa strumento di un racconto curato, appassionato, con tempi non frenetici ma dilatati, in cui ogni protagonista ha la possibilità di trasmettere quello che è.

La parola “attenzione” sarà al centro di un incontro in cui Iannacone parlerà di sé e dei personaggi specialissimi che ha incontrato in giro per l’Italia, figure di straordinaria umanità capaci di raccontare in maniera unica il nostro presente.

La presenza di Iannacone a Romena sarà festeggiata attraverso una domenica specialissima che proporrà anche altri ingredienti:

Ore 11 Lode
Ore 14.30 e ore 18 Esibizione di Gunther Rieber, clown e artista di strada
Ore 15 incontro con Domenico Iannacone
Ore 17 Messa nel grande prato antistante la Pieve
Ore 18 Camminata esperienziale con lo scrittore Alberto Cancian, con momenti di rilassamento e attivazioni sensoriali nella natura che circonda Romena. A seguire dialogo con l’autore per la presentazione del suo ultimo libro: “Il Viaggio di Gioia”.

www.romena.it/

Domenico Iannacone (giornalista, autore tv), sonorizzazioni di Lorenzo Mazzilli (chitarra)

Domenico Iannacone: nato nel 1962 a Torella del Sannio (CB), ha iniziato giovanissimo la carriera giornalistica sulle testate regionali. E’ stato inviato di punta di Ballarò e Presa diretta (Rai3). Ha ideato e condotto, per sette edizioni, il programma d’inchiesta I dieci comandamenti e dal 2019 è in onda con Che ci faccio qui, uno tra programmi di approfondimento più seguiti di RaiTre.
Per cinque volte gli è stato attribuito il Premio Ilaria Alpi. Nel 2015 ha vinto il Premio Paolo Borsellino e nel 2017 il Premio Goffredo Parise.
Con il film documentario Lontano dagli occhi ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti internazionali, aggiudicandosi nell’ordine: il Civis Media Prize di Berlino, il Real Screen Awards di Los Angeles e il Peace Jam Jury Awards di Montecarlo.
Nel 2018 con Siamo tutti matti, un racconto spiazzante della follia, vince il Festival del Cinema di Spello. Nel 2019 il Centro Sperimentale di Cinema-Scuola di Cinematografia lo ha insignito del diploma honoris causa in Reportage Audiovisivo. Nel 2021 gli viene assegnato il Premio Kapuściński e sempre nello stesso anno il film documentario L’odissea, è stato premiato alla XIV edizione del Premio Moige.
Il suo modo di raccontare trae ispirazione dalla migliore tradizione documentaristica italiana e si pone a metà strada tra cinema neorealista e racconto giornalistico del reale.

http://www.festivalbiblico.it/soli-nella-notte/

Vedi noncerosasenzaspine.blog/festival-biblico-in-vacanza/

PREGHIERE: IL TURBINE DELLA VITA


Insegnaci, Signore, ad accogliere la vita nel suo vortice incalcolabile, che è allo stesso tempo abbagliante e difficile.
Insegnaci ad abbracciare la sua materia contraddittoria, perché mescola il flessibile e l’inflessibile, il leggero e il pesante, il solare e il crepuscolare. E la verità è che siamo chiamati ad abbracciare tutto questo.
Insegnaci la saggezza di vedere ogni situazione come un cammino, sia che si tratti della limpida chiarezza in certe stagioni, sia che si tratti della penombra di ciò che non comprendiamo o accettiamo a caro prezzo

Insegnaci a dirigere a te i nostri successi, i passi che sentiamo determinati e fermi, ma anche le nostre mappe vacillanti ed erratiche, la geografia delle nostre trame sofferenti, piene di esitazioni, omissioni, avanzamenti e ritiri, incoerenze e sensi di colpa.
Insegnaci a non perdere la speranza di fronte alla vulnerabilità che riconosciamo in noi stessi e negli altri. Che sappiamo guardare con i tuoi occhi, Signore, che sanno vedere oltre le apparenze e l’orizzonte immediato; che sanno trasformare, per esempio, le nostre ferite in processi di maturazione e di incontro.
Insegnaci ad aspettare, come la terra secca aspetta la pioggia, come la notte densa aspetta l’alba, o come il silenzio aspetta la parola che finalmente rivelerà il suo significato.
Che possiamo imparare a riconoscere i tuoi passi, Signore, e a sentire il tuo prossimo nel vuoto e nella presenza, nella desolazione che minaccia e nella fiducia che conferma e rafforza».

>>>> www.romena.it/preghiere/

José Tolentino Mendonça
Un cammino di preghiere per dare ossigeno al quotidiano e riempire la giornata di bellezza e di profondità. Un piccolo, importante spazio, riempito dalla voce poetica dello scrittore e teologo portoghese

Vangelo di domenica 26 giugno 2022✨Lc 9, 51-62 ✨Commento di fra Ermes Ronchi✨L’UOMO SENZA AGGETTIVO

Luigi Verdi Ermes Ronchi Marina Marcolini audio della Messa da Romena
>>> youtu.be/okbSAc9EFMU

✨💌✨💌✨💌✨💌✨

Vedi: www.romena.it/notizie/domenica-26-giugno-incontro-con-ermes-ronchi-e-marina-marcolini/


Vangelo di domenica 26 giugno 2022

Lc 9, 51-62
Commento di fra Ermes Ronchi

Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, Gesù prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme e mandò messaggeri davanti a sé. Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per preparargli l’ingresso. Ma essi non vollero riceverlo, perché era chiaramente in cammino verso Gerusalemme. Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?» (…) Luca 9, 51-62

Icona della libertà, Gesù difende perfino un paese intero che non lo vuole. Perché l’uomo viene prima della sua fede e delle sue idee. Ãˆ l’uomo, e guai se ci fosse un aggettivo: samaritano o cananeo, giusto o ingiusto. 
E Gesù difende quel villaggio per difenderci tutti.

LEGGI

>>> smariadelcengio.it

✨DOMENICA 26 GIUGNO✨Riflessione di Francesco Fiorillo✨

Nuovo,come l’amicizia che si rinnova dopo un
tradimento.
Come il rosso dei papaveri in mezzo alle spighe e
il blu della prima pennellata della notte stellata.
Nuovo.Perché il Nuovo accade,che tu lo voglia o no. don Francesco
In direzione ostinata e contraria direbbe Fabrizio de André, in riferimento a Gesù che nel Vangelo di questa domenica “prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme”. E Lorenzo Cherubini, invece avrebbe detto arriva un giorno in cui bisogna prendere una decisone. Gesù lo fa. Lo fa sempre. Decide. L’uomo e la donna che si sentono liberi decidono. Sempre. Non rimangono in bilico, non restano tiepidi e si caricano delle conseguenze della loro decisione, se ne fanno responsabili.
DOMENICA 26 GIUGNO
riflessione di Francesco Fiorillo

>>> diventa tu il cambiamento del mondo

Nuovo,come l’odore della terra dopo la pioggia.
Nuovo,come il pianto del figlio che nasce nonostante il
timore dell’incerto.
Come l’alba del primo giorno dopo la bomba atomica e
della prima stella nel gelido inverno.
Nuovo,come gli occhi del cane al mio risveglio.
d Francesco

Natività di San Giovanni Battista 23 – 24 Giugno (solstizio d’estate)


www.santodelgiorno.it/nativita-di-san-giovanni-battista/

Nascita_di_Giovanni_Battista

Il solstizio d’estate e la Festa di San Giovanni Battista
www.reteitalianaculturapopolare.org/archivio-partecipato/item/932-il-solstizio-d-estate-e-la-festa-di-san-giovanni-battista

In questi giorni  il Sole è all’apice della sua luce. Per questo il Solstizio d’estate (dal latino  solstitium, da sistere, “fermarsi) è considerato sacro nelle tradizioni pagane precristiane, diffuse in tutta Europa.

A questo periodo  si collega la festa di San Giovanni Battistacelebrata il 24 giugno, tradizionalmente indicato come giorno della sua nascita ed inserito nel calendario delle manifestazioni in suo onore realizzate in innumerevoli città e paesi, da Torino a Genova da Firenze a Ragusa, dove viene venerato come santo patrono.

Giovanni Battista è il santo più raffigurato nell’arte di tutti i secoli, rivestito di solito con una pelle d’animale e con in mano un bastone terminante a forma di croce. Ciò testimonia il grande interesse che in tutte le epoche ha suscitato questo profeta,  l’ultimo dell’Antico Testamento , cugino di Gesù, e che rese testimonianza ancora in vita al Cristo ,battezzandolo nel fiume Giordano . Il Battista morì a causa della sua predicazione. Egli condannò pubblicamente la condotta di Erode Antipa, re di Giudea, che conviveva con la cognata Erodiade; il re lo fece prima imprigionare, poi, per compiacere la bellissima figlia di Erodiade, Salomè, lo fece decapitare.

Nella sua figura di rigeneratoredi un’era nuova, San Giovanni Battista, che nell’iconografia più antica viene anche rappresentato in unione con rami e tronchi d’albero spezzati e rigermoglianti, allegoria di una vita che periodicamente si rinnova, è riconducibile simbolicamente ai riti agraridella sua festa.  

Durante la notte di S. Giovanni erbe e metalli, nelle funzioni rispettivamente curativa e divinatoria, vengono  utilizzati, come residuo di credenze ancestrali, così come l’acqua ed il fuoco, questi ultimi  a simboleggiare il connubio tra la Luna ed il Sole ed in qualità di elementi purificatori e propiziatori.

Erbe e piante , dall’iperico al noce, sono  considerate  all’apice delle loro caratteristiche e l’acqua lasciata all’aperto durante la notte della vigilia o la rugiada raccolta al mattino del 24 giugno darebbe, in base alle credenze popolari, il massimo potere terapeutico e sarebbe fautrice di fertilità.

Nel sud Italia, e particolarmente in Sardegna nell’area algherese, dove è presente l’influsso delle tradizioni e lingua catalane, le ragazze da marito, dopo aver fuso il piombo, lo versavano in un recipiente d’acqua. Il piombo si raffreddava velocemente e dalla forma assunta si traevano previsioni sul mestiere del futuro marito.

L’atto propiziatorio dell’accensione dei falò nei campi la notte di San Giovanni, si riscontra tuttora in moltissime regioni europee, unito al  rito del comparatico  in Sardegna e in altre aree del Sud, dove  la notte della vigilia le persone, stringendosi per mano, si promettono fedeltà nell’amicizia  per tutta la vita, con l’obiettivo di dare un  senso beneaugurante per la comunità. Recitando all’unisono auguri e auspici nel momento del salto del fuoco, ripetuto tre volte, a significare che, così come si supera l’ostacolo rappresentato dalle fiamme, insieme si superano le difficoltà , si consolida  per sempre il legame tra compari  e comari.

Il Comune di Sedini (SS) aderisce con i Fuochi di S. Giovanni ed il rito del comparatico al progetto sui Patrimoni culturali e calendario rituale della Rete Italiana di Cultura Popolare

www.reteitalianaculturapopolare.org/it/calendario-dei-riti-e-delle-feste

Luigi Vitò Valente

sukkiri すっきり

«Tagliare è, nell’immaginario, sempre doloroso. Eppure, quando il tempo è maturo, basta la pressione lieve di un polpastrello per far staccare dal ramo una foglia. Fa male tirare solo ciò che è ancora unito mentre tagliare o staccare quello che, nella sostanza, è già separato, non provoca affatto dolore.
[…]
Si possono attendere anni prima di chiudere un rapporto, si può spendere molto tempo per accertarsi che la qualità di una relazione sia compromessa, che il negativo non è passeggero ma costante. Poi però, con una decisione che quasi stupisce, ecco che d’un tratto ci si accorge del tempo passato, che si mettano in fila cifre e dati, che l’operazione di addizione di ciò che ci ha ferito o abbiamo trovato deludente si faccia così lunga, e dia un risultato tanto netto, che non è possibile più esitare. Lì non scatta il dispiacere, lì non c’è nient’altro che un taglio netto e una sensazione di leggerezza a seguire: sukkiri すっきり.
Perché sukkiri è guadagnare benessere, alleggerire la zavorra, fabbricare spazio per altri rapporti. È la sensazione di liberarsi dagli orpelli, dall’inutile che appesantiva. Sukkiri è il sentimento che, in questi casi, interviene a dirci che sì, abbiamo fatto la cosa giusta. Che non c’è più spazio né per il dispiacere né per la rabbia. Che non serve esitazione o senso di colpa. Che, davvero: SUKKIRI!»
📚 da «Wa, La via giapponese all’armonia» @vallardieditore
📸 SCATTO INCREDIBILE di @kohastagram.643
🎏 Un’altra giornata italiana di grande intensità. Vi racconterò, ma con calma.

Laura Imai Messina

📷 Bellissimo scatto di Tōkyō ad opera di @hiro_510

⛩Vedi anche:

«Esiste in giapponese una parola, un concetto che racchiude la fine e la sua bellezza, «la bellezza della fine», il «bel finale». È yūshū no bi 有終の美, che ha in coda il kanji di «fine» (終) e, in testa, quello di «essere» (有). Un’espressione che si usa in coppia con la «bellezza» che è bi (美). […]

Yūshū no bi è lasciare pulito un bagno dopo l’utilizzo, l’abitudine di piegare a triangolo la carta igienica per facilitare chi verrà dopo, smistare i rifiuti, ripiegare i teli dopo aver fatto hanami; è mettere in ordine i banchi, strofinare le superfici e i pavimenti prima di lasciare un’aula, come ai bambini giapponesi si insegna a fare a scuola.»

📚 da «Wa, la via giapponese all’armonia» @vallardieditore @tea.libri

🎏 Sono in partenza, molto nervosa. Lo stomaco con dentro non farfalle ma una giungla intera. La casa però è pulita, i baci distribuiti con cura. La valigia – che da sempre mi fa solo Ryōsuke – pronta. Amata e coccolata prendo l’aereo stanotte e volo verso Milano dove è bello sapere che sono attesa. E poi Bologna!
Che ansia! Che gioia! ❤️

🍡 Ci vediamo “di là”.

✨⛩✨Buon Viaggio 💌

i passi dell’Arcangelo Michele, attraverso la visione pubblica e gratuita del documentario Il Mistero della Spada…

In occasione del solstizio d’estate, è un piacere condividere con tutti voi pellegrini i passi dell’Arcangelo Michele, attraverso la visione pubblica e gratuita del documentario Il Mistero della Spada, che sarà visionabile fino alle ore 24.00 del 22 giugno a questo link:
https://vimeo.com/389491821/5746b42e6d
facebook.com/ilmisterodellaspada
A tutti i pellegrini … tante benedizioni per un buon cammino!

vimeo.com/389491821/5746b42e6d

✨18 giugno 1984 ci lasciava Giovanni Vannucci, pellegrino dell’assoluto✨Dal seme delle sue idee continuano a nascere frutti preziosi…

«Dobbiamo essere sempre nuovi: nuovi nel pensiero, nel sentimento, nella volontà, nell’amore per le cose, pronti a gettare tutto il nostro passato, perchè l’alba ci ritrovi freschi e puri per ricominciare la nostra esistenza». Giovanni Vannucci

📌 Scopri i suoi libri su Edizioni Romena:

romenaccoglienza.it/autori/giovanni-vannucci

✨La calma delle soste, momenti raccolti nell’incanto del principio, nel seno della Parola creatrice, vi è una sapienza che dilata il cuore, dà respiro alla mente, sapore ai gesti, solleva la quotidianità dal banale, immette nell’immensità del divino e dell’umano insieme ✨
Giovanni Vannucci 🌺

18/06/22 Le ragioni della speranza… Pane

COMMENTO AL VANGELO DI LUIGI VERDI

RAI 1, IL SABATO ALLE ORE 16.05
Dal 4 giugno don Luigi Verdi conduce la rubrica “Le ragioni della speranza”, all’interno del programma di approfondimento religioso “A Sua immagine”.
Sette puntate con sette parole che accompagnano il commento al vangelo della domenica: appuntamento suRai1 il sabato alle 16.05, la domenica alle 05.50 (replica).
Guarda su Raiplay
Tutti mangiarono a sazietà

Ascolta audio messa di Romena

19/06/22 >>> youtu.be

Per finire🎼🎵🎶Calicanto 🎶🎵al Festival Biblico in vacanza … 😎ma abbiamo incontrato Domenico Ianacone e anche 🎼🎵🎶Davide Ambrogio e Luca e Monica e “tanta altra roba”✨✨✨

www.festivalbiblico.it/in-villeggiatura-2022/

domenica 19 giugno ore 19:00
Ariano nel Polesine (RO) – Esterno Chiesa di San Basilio, Via S. Basilio, 3

 

GiroInGiro

 

con Calicanto

Roberto Tombesi, organetto, mandola, voce; Francesco Ganassin, clarinetti, ocarine; Giancarlo Tombesi, contrabbasso; Alessandro Arcolin, batteria, percussioni, voce

www.festivalbiblico.it/in-villeggiatura-2022/

TERRA del Santo

Parrocchia dell’Invisibile, tenda leggera e itinerante che fa spazio ai viaggiatori dell’anima assetati di luce e di Parola

Luca e Monica

Terradelsanto.it/it/corsi-biblici

sabato 18 giugno ore 23:30
Ariano nel Polesine (RO) – Chiesa di San Basilio, Via S. Basilio, 3

 

EVOCAZIONI E INVOCAZIONI
Dal canto tradizionale alle sonorità contemporanee

 

con Davide Ambrogio (cantautore)

Chiesa di San Basilio

Una preziosa chiesetta, che svetta tra storia e leggenda, sopra una duna, testimonianza fossile dell’originaria linea di costa di età protostorica. Come uno scrigno, la chiesa custodisce misteri e leggende legate alla presenza di una colonnina in marmo che trasudava olio miracoloso, di un sarcofago in pietra e di 10 sepolture del XVIII nascoste per secoli sotto la pavimentazione

Ariano nel Polesine (RO)

Comune rivierasco che sorge sulla sinistra del Po di Goro e segna il confine tra Veneto ed Emilia Romagna. Il nome di Ariano deriva probabilmente da Atria, ora Adria, antica città etrusca sul mare che ha dato il suo nome anche alle lagune e allo stesso mare Adriatico. Il nucleo abitato più importante sino all’epoca romana era localizzato sulla via Popilia, iniziata nel 132 a.C. dal console Publio Popilio Lenate, nei pressi dell’attuale località San Basilio

dialogo

 

sabato 18 giugno ore 21:00
Santa Maria in Punta, Ariano nel Polesine (RO) – Sagrato Chiesa di Santa Maria in Punta, piazza Padre Clemente

 

SOLI NELLA NOTTE
Cercare oltre il buio

 

con Domenico Iannacone (giornalista, autore tv), sonorizzazioni di Lorenzo Mazzilli (chitarra)

Domenico Iannacone: nato nel 1962 a Torella del Sannio (CB), ha iniziato giovanissimo la carriera giornalistica sulle testate regionali. E’ stato inviato di punta di Ballarò e Presa diretta (Rai3). Ha ideato e condotto, per sette edizioni, il programma d’inchiesta I dieci comandamenti e dal 2019 è in onda con Che ci faccio qui, uno tra programmi di approfondimento più seguiti di RaiTre.
Per cinque volte gli è stato attribuito il Premio Ilaria Alpi. Nel 2015 ha vinto il Premio Paolo Borsellino e nel 2017 il Premio Goffredo Parise.
Con il film documentario Lontano dagli occhi ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti internazionali, aggiudicandosi nell’ordine: il Civis Media Prize di Berlino, il Real Screen Awards di Los Angeles e il Peace Jam Jury Awards di Montecarlo.
Nel 2018 con Siamo tutti matti, un racconto spiazzante della follia, vince il Festival del Cinema di Spello. Nel 2019 il Centro Sperimentale di Cinema-Scuola di Cinematografia lo ha insignito del diploma honoris causa in Reportage Audiovisivo. Nel 2021 gli viene assegnato il Premio Kapuściński e sempre nello stesso anno il film documentario L’odissea, è stato premiato alla XIV edizione del Premio Moige.
Il suo modo di raccontare trae ispirazione dalla migliore tradizione documentaristica italiana e si pone a metà strada tra cinema neorealista e racconto giornalistico del reale.

http://www.festivalbiblico.it/soli-nella-notte/

qualche foto…

Per Monica e Luca vedi il sito

terradelsanto.it/

DOMENICA 19 GIUGNO ✨Francesco Fiorillo

Monastero San Magno
Il mio cuore,
intravede la pace in ogni stralcio di luce,
in ogni piccolo dettaglio della vita,
in ogni gesto e armonia del creato.
Sorrido e sospiro, ricomincio ad amare,
ad avere un solo volto, l’unico su cui contare.
Sospiro e sorrido, muovo i primi passi fuori dal sepolcro,
lasciandomi alle spalle il vuoto delle lunghe notti.
È l’alba di un nuovo giorno.
Ora ti vedo, ti sfioro e mi sussurri: amico mio, il domani avrà i tuoi occhi. don Francesco

1/ «La neve 雪 è una mano che spazza via la pioggia, pioggia 雨 che si trova nella nuvola 雲, nella foschia 霞, nella nebbia 霧, nel tremore 震. Mentre l’amore 愛 è guardarsi indietro ed esitare, la sera 夜 ha la luna sotto il tetto. Sono i kanji del giapponese. 2/ «Per chi studia la lingua, i kanji sono la parte più volatile, quella che non si fa possedere mai del tutto.È innanzitutto automatismo, è l’abitudine che guida la mano. Sono maniglie che aprono porte: bisogna toccarle».

📷 Scatto che ritrae una artista di calligrafia, Makino Shota

«Sono disegni, collage di elementi presi dal mondo vegetale, minerale e animale, da un tempo di uomini e dèi che, con tono perentorio, decisero la disposizione delle cose, definirono la loro natura, la fecero disegno e infine scrittura. Così la neve yuki 雪 è una mano che spazza via la pioggia, pioggia ame 雨, che si trova nella nuvola kumo 雲, nella foschia kasumi 霞, nella nebbia kiri 霧, nel tremore 震. Mentre l’amore ai 愛 è guardarsi indietro ed esitare, il marito otto 夫 ha uno spillone conficcato nella chioma; la sera yoru 夜 ha la luna sotto il tetto e il nord kita 北 prende la forma di due uomini che si danno le spalle.

La spiegazione della loro origine è spesso controversa e sembra una di quelle storie che hanno ancora, e sempre avranno, un margine ampio di interpretazione perché le si possa rimaneggiare, reinventare.

La scrittura giapponese, se da una parte ribadisce il discorso di «accoglienza – selezione – adattamento» di wa, dall’altra insegna che spesso le cose più belle sono anche le più complicate. Per chi studia la lingua, i kanji sono la parte più volatile, quella che non si fa possedere mai del tutto. Non basta guardarli per memorizzarli. Per chi vuole impararli con la cura che gli è necessaria, i kanji devono diventare come quelle melodie provate così tante volte al pianoforte che basta la prima nota – e non più lo spartito – per far scattare la danza sicura delle dita.

È innanzitutto automatismo, è l’abitudine che guida la mano. Sono maniglie che aprono porte: bisogna toccarle».

da «WA, la via giapponese all’armonia» @vallardieditore e ora uscito anche per Tea Libri
❤

📚 Che bello questo rinnovamento di libri, in una settimana in cui è uscita la versione spagnola di «Quel che affidiamo al vento», la versione greca pare essere amata in patria, uscirà in economica in Francia, sta per uscire «Le vite nascoste dei colori» in Olanda, «Goro Goro» ha ricevuto una menzione d’onore a un premio letterario, eccetera eccetera ma davvero eccetera eccetera. Tutto lo studio di anni che prende forma. Che immensa gioia!

📷 Mamimozi

Laura Imai Messina

da «WA, la via giapponese all’armonia» @vallardieditore e ora uscito anche per Tea Libri
Asakura,Kyushu,Giappone

1/ «La neve 雪 è una mano che spazza via la pioggia, pioggia 雨 che si trova nella nuvola 雲, nella foschia 霞, nella nebbia 霧, nel tremore 震. Mentre l’amore 愛 è guardarsi indietro ed esitare, la sera 夜 ha la luna sotto il tetto. Sono i kanji del giapponese. 2/ «Per chi studia la lingua, i kanji sono la parte più volatile, quella che non si fa possedere mai del tutto.È innanzitutto automatismo, è l’abitudine che guida la mano. Sono maniglie che aprono porte: bisogna toccarle».

📷 Scatto che ritrae una artista di calligrafia, Makino Shota

«Sono disegni, collage di elementi presi dal mondo vegetale, minerale e animale, da un tempo di uomini e dèi che, con tono perentorio, decisero la disposizione delle cose, definirono la loro natura, la fecero disegno e infine scrittura. Così la neve yuki 雪 è una mano che spazza via la pioggia, pioggia ame 雨, che si trova nella nuvola kumo 雲, nella foschia kasumi 霞, nella nebbia kiri 霧, nel tremore 震. Mentre l’amore ai 愛 è guardarsi indietro ed esitare, il marito otto 夫 ha uno spillone conficcato nella chioma; la sera yoru 夜 ha la luna sotto il tetto e il nord kita 北 prende la forma di due uomini che si danno le spalle.

La spiegazione della loro origine è spesso controversa e sembra una di quelle storie che hanno ancora, e sempre avranno, un margine ampio di interpretazione perché le si possa rimaneggiare, reinventare.

La scrittura giapponese, se da una parte ribadisce il discorso di «accoglienza – selezione – adattamento» di wa, dall’altra insegna che spesso le cose più belle sono anche le più complicate. Per chi studia la lingua, i kanji sono la parte più volatile, quella che non si fa possedere mai del tutto. Non basta guardarli per memorizzarli. Per chi vuole impararli con la cura che gli è necessaria, i kanji devono diventare come quelle melodie provate così tante volte al pianoforte che basta la prima nota – e non più lo spartito – per far scattare la danza sicura delle dita.

È innanzitutto automatismo, è l’abitudine che guida la mano. Sono maniglie che aprono porte: bisogna toccarle».

da «WA, la via giapponese all’armonia» @vallardieditore e ora uscito anche per Tea Libri
❤

📚 Che bello questo rinnovamento di libri, in una settimana in cui è uscita la versione spagnola di «Quel che affidiamo al vento», la versione greca pare essere amata in patria, uscirà in economica in Francia, sta per uscire «Le vite nascoste dei colori» in Olanda, «Goro Goro» ha ricevuto una menzione d’onore a un premio letterario, eccetera eccetera ma davvero eccetera eccetera. Tutto lo studio di anni che prende forma. Che immensa gioia!

Laura Imai Messina

Asakura,Kyushu,Giappone

Sorrido, e già sento il volto illuminarsi… Se impariamo ad avere pensieri di misericordia, di Pace, d’amore… noi questo mondo possiamo cambiarlo!.

Fra Giorgio Bonati
Fra Giorgio Bonati

Se impariamo ad avere pensieri di misericordia, di Pace, d’amore… noi questo mondo possiamo cambiarlo!.

Giorgio Bonati

6 luglio 1964 – 15 novembre 2019

È sempre una scelta 
aver cura del nostro sguardo, 
decidere da che parte 
e con quale attenzione puntare gli occhi avendo fede abbastanza 
da lasciare che la vita ci guidi. 
E il meglio, ormai l’ho imparato, 

sta nelle piccole cose, 
nei piccoli segni, 
nei piccoli miracoli 
che ognuno di noi sa fare.  

fra Giorgio

www.romena.it/compagni-di-viaggio/giorgio-bonati/