“E TU CHI CERCHI?” (Gv 20,11-18) VIDEOCONFERENZE di “PAROLA E SILENZIO”| Terra del Santo

Sant’Andrea a Terzelli

MARTEDÌ 19 APRILE 2022 ORE 21 VIDEOCONFERENZA SUL VANGELO NEL QUOTIDIANO dal titolo “ “E TU CHI CERCHI?” (Gv 20,11-18) e PRATICA DI RESPIRO E SILENZIO.

Cerchiamo tutti l’amore vero, tra libertà e attaccamenti. A cura della Parrocchia dell’Invisibile.



Il brano e video musicale consigliato è La stagione dell’amore di Franco Battiato. A cura di Sauro Secci.

https://www.terradelsanto.it/

🕊Domenica di 🕊PASQUA 2022 ðŸ•Š

Corriamo a mettere ordine nella nostra vita, a cercare armonia tra le nostre scelte e decisioni. Mi colpisce sempre lo sguardo dei due discepoli sulle bende ed il sudario, lì in ordine, al loro posto, a dirci in questa Pasqua che forse non dobbiamo prendercela con quello che è fuori di noi, con gli altri, o cercare sempre un nemico da combattere o dare la responsabilità del nostro malessere a situazioni e persone, ma è giunto il momento per tutti per mettere ordine al nostro interno, al nostro cuore e alla nostra mente. Se in me non è ordine non creerò mai ordine.
DOMENICA 17 APRILE
riflessione di francesco Fiorillo
Dio è morto

Venerdì Santo 🌿🕊🌿Pasqua 2022

Venerdì Santo
Venerdì Santo a Romena
noncerosasenzaspine.blog
Givani Marmorini
“Per farsi dei nemici non è necessario dichiarare guerra, basta dire quello che si pensa.”
Martin Luther King


La musica può fare riflettere, sognare,capire e ricordare.
Questa canzone MLK [Martin Luther King] cantata dal gruppo irlandese U2 è dedicata al Nobel per la pace Martin Luther King. Decima traccia e ultima dell’album The Unforgettable Fire (1984), MLK è una canzone lenta a tratti commovente con un testo carico d’emozioni.



Sleep, sleep tonight
And may your dreams be realised.
If the thunder cloud passes rain
So let it rain, rain down on he.
So let it be.
So let it be.
Sleep, sleep tonight
And may your dreams be realised.
If the thunder cloud passes rain
So let it rain, let it rain
Rain down on he.


Dormi, dormi stanotte E che I tuoi sogni si possano realizzare Se la nuvola tonante porta pioggia Lascia che piova, piova E così sia E così sia Dormi, dormi stanotte E che I tuoi sogni si possano realizzare Se la nuvola tonante porta pioggia Lascia che piova, piova Piova su di lui


https://rebelsongs.blogspot.com/2006/03/mlk-u2_17.html?m=1
Io ho davanti a me un sogno, che un giorno ogni valle sarà esaltata, ogni collina e ogni montagna saranno umiliate, i luoghi scabri saranno fatti piani e i luoghi tortuosi raddrizzati e la gloria del Signore si mostrerà e tutti gli essere viventi, insieme, la vedranno. E’ questa la nostra speranza. Questa è la fede con la quale io mi avvio verso il Sud. Dal celebre discorso “I have a dream”
Martin Luther King

COLLOCAZIONE PROVVISORIA


Collocazione provvisoria
Nel Duomo vecchio di Molfetta c’è un grande crocifisso di terracotta. Il parroco, in attesa di sistemarlo definitivamente, l’ha addossato alla parete della sagrestia e vi ha apposto un cartoncino con la scritta: collocazione provvisoria. La scritta, che in un primo momento avevo scambiato come intitolazione dell’opera, mi è parsa provvidenzialmente ispirata, al punto che ho pregato il parroco di non rimuovere per nessuna ragione il crocifisso di lì, da quella parete nuda, da quella posizione precaria, con quel cartoncino ingiallito.
Collocazione provvisoria. Penso che non ci sia formula migliore per definire la Croce. La mia, la tua croce, non solo quella di Cristo.
Coraggio, allora, tu che soffri inchiodato su una carrozzella. A te, che sei stato pugnalato alle spalle da coloro che ritenevi tuoi amici. Non tirare i remi in barca, tu che provi i morsi della solitudine. Abbi fiducia, tu che bevi al calice amaro dell’abbandono. Non ti disperare, madre dolcissima che hai partorito un figlio focomelico. Non imprecare, sorella, che ti vedi distruggere giorno dopo giorno da un male che non perdona. Asciugati le lacrime, fratello, tu che sei stanco di lottare e hai accumulato delusioni a non finire. Non abbatterti, fratello povero, che non sei calcolato da nessuno, che non sei creduto dalla gente e che, invece del pane, sei costretto a ingoiare bocconi di amarezza. Non avvilirti, amico sfortunato, che nella vita hai visto partire tanti bastimenti, e tu sei rimasto sempre a terra.
Coraggio. La tua Croce, anche se durasse tutta la vita, è sempre “collocazione provvisoria”. Il calvario, dove essa è piantata, non è zona residenziale. E il terreno di questa collina, dove si consuma la tua sofferenza, non si venderà mai come suolo edificatorio. Anche il Vangelo ci invita a considerare la provvisorietà della Croce.
“Da mezzogiorno fino alle tre del pomeriggio, si fece buio su tutta la terra”. Da mezzogiorno alle tre del pomeriggio. Ecco le sponde che delimitano il fiume delle lacrime umane. Da mezzogiorno alle tre del pomeriggio. Solo allora è consentita la sosta sul Golgota. Al di fuori di quell’orario c’è divieto assoluto di parcheggio. Dopo tre ore, ci sarà la rimozione forzata di tutte le croci. Una permanenza più lunga sarà considerata abusiva anche da Dio.
Coraggio, fratello che soffri. C’è anche per te una deposizione dalla croce. Coraggio, tra poco, il buio cederà il posto alla luce, la terra riacquisterà i suoi colori verginali, e il sole della Pasqua irromperà tra le nuvole in fuga.

don Tonino Bello
www.unilibro.it

“Si cerca un uomo
capace di rinascere nello Spirito ogni giorno.
Si cerca un uomo
senza la paura del domani,
senza paura dell’oggi,
senza complessi del passato.
Si cerca un uomo
che non abbia paura di cambiare,
che non cambi per cambiare,
che non parli per parlare.
Si cerca un uomo
capace di vivere insieme agli altri,
di lavorare insieme,
di ridere insieme,
di amare insieme,
di sognare insieme.
Si cerca un uomo
capace di perdere senza sentirsi distrutto,
di mettere in dubbio senza perdere la Fede,
di portare la Pace dove c’è inquietudine,
e inquietudine dove c’è Pace.
Si cerca un uomo
che sappia usare le mani
per indicare la strada da seguire.
Si cerca un uomo
senza molti mezzi
ma con tanta voglia di fare,
che nella crisi non cerchi un altro lavoro
ma come meglio lavorare.
Si cerca un uomo
che ami la sua libertà,
nel vivere e nel servire
non nel fare quello che vuole.
Si cerca un uomo
che abbia nostalgia di Dio,
della gente, della povertà.
Si cerca un uomo
che non confonda la Preghiera
con le parole dette per abitudine,
la spiritualità col sentimentalismo,
la chiamata con l’interesse,
il servizio con la sistemazione.
Si cerca un uomo… .”
Don Primo Mazzolari
Letter to you

Vangelo di Domenica 10 Aprile

Fraternita di Romena
Domenica delle Palme
www.romena.it

Domenica 10 aprile
Domenica delle Palme: Passione del Signore

Lc 19,28-40

In quel tempo, Gesù camminava davanti a tutti salendo verso Gerusalemme. Quando fu vicino a Bètfage e a Betània, presso il monte detto degli Ulivi, inviò due discepoli dicendo: «Andate nel villaggio di fronte; entrando, troverete un puledro legato, sul quale non è mai salito nessuno. Slegatelo e conducetelo qui. E se qualcuno vi domanda: “Perché lo slegate?”, risponderete così: “Il Signore ne ha bisogno”».
Gli inviati andarono e trovarono come aveva loro detto. Mentre slegavano il puledro, i proprietari dissero loro: «Perché slegate il puledro?». Essi risposero: «Il Signore ne ha bisogno».
Lo condussero allora da Gesù; e gettati i loro mantelli sul puledro, vi fecero salire Gesù. Mentre egli avanzava, stendevano i loro mantelli sulla strada. Era ormai vicino alla discesa del monte degli Ulivi, quando tutta la folla dei discepoli, pieni di gioia, cominciò a lodare Dio a gran voce per tutti i prodigi che avevano veduto, dicendo:
«Benedetto colui che viene,
il re, nel nome del Signore.
Pace in cielo
e gloria nel più alto dei cieli!».
Alcuni farisei tra la folla gli dissero: «Maestro, rimprovera i tuoi discepoli». Ma egli rispose: «Io vi dico che, se questi taceranno, grideranno le pietre».

Buon ascolto! 🌿

Domenica 10 Aprile 2022⛩ Riflessione di Francesco Fiorillo

Tanti nomi, tanti volti e storie si intrecciano nella passione di Gesù, nel Vangelo di oggi. A dirci che anche la nostra vita è frutto degli incontri che facciamo, che abbiamo fatto e che faremo. Sono gli incontri che ci rendono quello che siamo, sia le relazioni che ci hanno nutrito, sia quelle che ci hanno ferito. Nella storia di Gesù tutte hanno avuto importanza. Tra tutti i nomi oggi io voglio condividerne con voi tre che hanno dato passione a Gesù: Maddalena, Giuda e …

youtube.com/watch

Non dovresti mai chiedere scusa per le tue emozioni.

Non dovresti mai chiedere scusa perché non sai fare qualcosa.

Non dovresti mai chiedere scusa per i tuoi pensieri.

Non dovresti mai chiedere scusa perché hai bisogno di tempo.

Non dovresti mai chiedere scusa per i tuoi “no”.

Non dovresti mai chiedere scusa perché hai cambiato idea su qualcosa.

don Francesco

I piedi di Dio percorrono la strada della storia

blog.smariadelcengio.it

Ermes Ronchi
Domenica delle Palme
Anno C


Quando venne l’ora, [Gesù] prese posto a tavola e gli apostoli con lui, e disse loro: «Ho tanto desiderato mangiare questa Pasqua con voi, prima della mia passione, perché io vi dico: non la mangerò più, finchè essa non si compia nel regno di Dio». (…)

Sono i giorni supremi, e il respiro del tempo profondo cambia ritmo; la liturgia rallenta, prende un altro passo, accompagna con calma, quasi ora per ora, gli ultimi giorni di Gesù: dall’ingresso in Gerusalemme, alla corsa di Maddalena nel giardino, quando vede la pietra del sepolcro vestirsi di angeli.
Per quattro sere di seguito, Gesù lascia il tempio e i duri conflitti e si rifugia a Betania: nella casa dell’amicizia, nel cerchio caldo degli amici, Lazzaro Marta Maria, quasi a riprendere il fiato del coraggio. Ha bisogno di sentirsi non solo il Maestro ma l’Amico. L’amicizia non è un tema minore del Vangelo. Ci fa passare dall’anonimato della folla a un volto unico, quello di Maria che prende fra le sue mani i piedi di Gesù, li tiene vicini a sé, stretti a sé, ben povero tesoro, dove non c’è nulla di divino, dove Gesù sente la stanchezza di essere uomo.
Carezze di nardo su quei piedi, così lontani dal cielo, così vicini alla polvere di cui siamo fatti: con polvere del suolo Dio fece Adamo. Piedi sulle strade di Galilea, piedi che mi hanno camminato sul cuore, che mi hanno camminato nel profondo, là dove io sono polvere e cenere. Una carezza sui piedi di Dio. Dio non ha ali, ma piedi per perdersi nelle strade della storia, per percorrere i miei sentieri.
Nell’ultima sera, Gesù ripeterà i gesti dell’amica, in ginocchio davanti ai suoi, i loro piedi fra le sue mani. Una donna e Dio si incontrano negli stessi gesti inventati non dall’umiltà, ma dall’amore. Quando ama, l’uomo compie gesti divini. Quando ama, Dio compie gesti molto umani. Ama con cuore di carne.
Poi Gesù si consegna alla morte. Perché? Per essere con me e come me. Perché io possa essere con lui e come lui. Essere in croce è ciò che Dio, nel suo amore, deve all’uomo che è in croce. L’amore conosce molti doveri, ma il primo è di essere insieme con l’amato, è “passione d’unirsi” (Tommaso d’Aquino).Dio entra nella morte perché là va ogni suo figlio. La croce è l’abisso dove Dio diviene l’amante. E ci trascinerà fuori, in alto, con la sua pasqua.
È qualcosa che mi stordisce: un Dio che mi ha lavato i piedi e non gli è bastato, che ha dato il suo corpo da mangiare e non gli è bastato, lo vedo pendere nudo e disonorato, e devo distogliere lo sguardo.
Poi giro ancora la testa, torno a guardare la croce e vedo uno a braccia spalancate che mi grida: ti amo. Proprio me? Sanguina e grida, o forse lo sussurra, per non essere invadente: ti amo.
Entra nella morte e la attraversa, raccogliendoci tutti dalle lontananze più sperdute, e Dio lo risuscita perché sia chiaro che un amore così non può andare perduto, e che chi vive come lui ha vissuto ha in dono la sua vita indistruttibile.

(Letture: Isaia 50,4-7; Salmo 21; Filippesi 2,6-11; Luca 22,14-23,56)

www.avvenire.it/rubriche/pagine/i-piedi-di-diopercorronola-stradadella-storia

La natura mi dice chi sono…

“Nella natura – dice Wolfgang – incontro il ritmo della vita, il giusto valore del tempo, una profonda pace interiore. E se a volte la natura ci provoca, con la sua apparente immobilità, è per aiutarci a uscire dalla prigionia del nostro modo di pensare, per imparare ad accogliere l’inatteso”.
WOLFGANG FASSER

DOMENICA 10 APRILE: “LA NATURA MI DICE CHI SONO”, INCONTRO CON WOLFGANG FASSER ore 15, auditorium di Romena …

>>> La natura mi dice chi sono…
WOLFGANG FASSER
www.romena.it/il-giornalino/
Wolfgang Fasser – Quorle l’Eremo di Romena
Wolfgang e don Gigi
www.romena.it/il-giornalino/
www.romena.it/

Frammenti di luce🎇La Favola vera del Campo dei Miracoli…

Simone Cristicchi
Frammenti di luce
La favola del Campo dei miracoli: dove il calcio insegna la pace
romenablog.wordpress.com

Si può educare alla pace anche attraverso il gioco del calcio. Non è un’utopia, ma un progetto concreto, che coinvolge migliaia di ragazzi e che si sviluppa alla periferia di Roma, quartiere Corviale, in un luogo che, non a caso, si chiama “Campo dei miracoli”. Qui, tra enormi palazzi, da quasi quindici anni è cominciata una favola che si può toccare con un dito: la favola di un gioco, il calcio, che non è più strumento di rivalità estreme o di interessi economici esagerati, nè dominio di tifoserie violente, ma che diventa espressione di una società capace di far vivere concretamente, soprattutto ai più giovani, valori come la giustizia, il senso di responsabilità, la solidarietà. 

Credeteci, val la pena ascoltare la conversazione con Massimo Vallati, grande amico di Romena, inventore del ‘calcio sociale’. Massimo ci racconta come è stato possibile trasformare il gioco più amato e praticato in uno strumento pedagogico, in una meravigliosa scuola di pace e giustizia a cielo aperto. Il tutto senza togliere nulla al fascino del calcio, ma semplicemente riscrivendone alcune regole: nel calcio sociale, per esempio, non esiste l’arbitro, perché i giocatori devono imparare a essere responsabili, e neanche la panchina, perché tutti devono poter giocare; le squadre devono avere lo stesso coefficiente tecnico, perché vi sia equilibrio, e all’inizio e alla fine di ogni incontro ci si deve prendere per mano, perché la competizione deve unire, non dividere. 

Il calcio sociale valorizza tutti i giocatori, anche il più debole: ed è proprio lui che deve tirare i calci di rigore. Una regola, quest’ultima, che è stata sottolineata da un tifoso speciale del progetto di Massimo Vallati: il presidente Mattarella. “Se ci fosse stata ai miei tempi qualche rigore avrei potuto tirarlo anch’io” ha detto il giorno in cui ha visitato il centro di Corviale per inaugurare il campo di calcio a undici…

Mi chiamo Sacheen Littlefeather. Sono Apache e sono presidente del National Native American Affermative Image Committee. Questa sera rappresento Marlon Brando che mi ha detto di dirvi in un lungo discorso, che non posso condividere con voi per via del tempo, ma mi piacerebbe dare in seguito alla stampa, che con grande dispiacere non può accettare questo premio. Il motivo è il trattamento riservato agli indiani d’America di oggi dall’industria cinematografica e in televisione e con i recenti avvenimenti a Wounded Knee (…)

https://en.m.wikipedia.org/wiki/Sacheen_Littlefeather

Certamente lo schiaffo di Will Smith ai danni di Chris Rock Ã¨ stato uno dei momenti più bassi e violenti della storia degli Oscar. Stiamo vedendo in questi giorni le conseguenze che il gesto avrà sulla carriera dell’attore e sugli Academy Award: chiaramente quei pochi secondi hanno messo in ombra l’intera cerimonia. Quest’anno non si è dibattuto dei premi assegnati, l’industria del cinema non è riuscita a celebrare se stessa, anzi, l’immagine che ne è uscita è tutt’altro che nobile.

Eppure gli Oscar hanno almeno un precedente ancora più imbarazzante, fastidioso e sconfortante. Bisogna risalire al 1973, quando Marlon Brandoricevette il premio come miglior attore per Il Padrino. Non andò a ritirare la sua statuetta; al suo posto salì sul palco Sacheen Littlefeather: una ragazza nativa americana istruita con precisione da Brando su come comportarsi.

Doveva rifiutarsi di toccare il premio che le veniva consegnato e avrebbe dovuto leggere un discorso scritto poche ore prima dall’attore. Otto pagine di un accorato discorso volto a sensibilizzare il pubblico sulla condizione dei nativi americani, una battaglia a lui molto cara.

Littlefeather with Marlon Brando‘s speech at the 45th Academy Awards in 1

www.badtaste.it/cinema/speciali/schiaffo-will-smith-momento-piu-violento-oscar-avvenne-1973/amp/

⛩WA⛩ «scrollarsi di dosso la superbia, la percezione troppo alta di sé, è condizione imprescindibile: la vanità, scrive Okakura Tenshin, è fatale nell’arte, sia per l’artista che per lo spettatore.»

⛩la via giapponese all’armonia

MARTEDÌ 5 APRILE 2022 ORE 21 VIDEOCONFERENZA SUL VANGELO NEL QUOTIDIANO dal titolo “SEMPLICEMENTE ESSERCI” (Gv 8,21-30) e PRATICA DI RESPIRO E â€¦

Il nome divino in noi da contattare per essere noi stessi e raggiungere la gioia. A cura della Parrocchia dell’Invisibile.

Il brano musicale consigliato è L’impossibile vivere di Renato Zero. A cura di Sauro Secci.

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>>>> “SEMPLICEMENTE ESSERCI”
L’impossibile vivere

Il profumo dei fiori di limone…

29/03/22 💌Luigi Verdi

I bambini e la guerra, di Gio Evan

🌈🕊>>> Leggi tutto

“Fermatevi!”: l’appello di papa Francesco
Leggi: papa Francesco su guerra e armi, discorso sull’Ucraina
🕊🌈#Pace:


Martin Buber sul dialogo



Thich Nhat Hanh: “Non c’è via per la pace, la pace è la via”



“Sperare insieme”: la giornata per la pace a Romena



Lidia Maggi: “Diventare custodi del fratello”



Chandra Livia Candiani e il mondo che vacilla



Roberto Mancini e la strada per cambiare direzione



David Maria Turoldo: “La civiltà è solo quella della pace”



Luigino Bruni: pace e democrazia, beni da custodire con cura



Franco Arminio e l’inevitabilità dell’amore



Giorgio La Pira e la diplomazia della fede



Luigi Ciotti: “Una guerra scaturita da una pace armata”



Mauro Frasi: “La pace inizia con l’accoglienza”



Mariangela Gualtieri. Il tempo del noi…



Derio Olivero: “La verità è sempre più grande di noi”



Pace: la speranza che portiamo nel cuore

www.romena.it/pace/