sukkiri すっきり

«Tagliare è, nell’immaginario, sempre doloroso. Eppure, quando il tempo è maturo, basta la pressione lieve di un polpastrello per far staccare dal ramo una foglia. Fa male tirare solo ciò che è ancora unito mentre tagliare o staccare quello che, nella sostanza, è già separato, non provoca affatto dolore.
[…]
Si possono attendere anni prima di chiudere un rapporto, si può spendere molto tempo per accertarsi che la qualità di una relazione sia compromessa, che il negativo non è passeggero ma costante. Poi però, con una decisione che quasi stupisce, ecco che d’un tratto ci si accorge del tempo passato, che si mettano in fila cifre e dati, che l’operazione di addizione di ciò che ci ha ferito o abbiamo trovato deludente si faccia così lunga, e dia un risultato tanto netto, che non è possibile più esitare. Lì non scatta il dispiacere, lì non c’è nient’altro che un taglio netto e una sensazione di leggerezza a seguire: sukkiri すっきり.
Perché sukkiri è guadagnare benessere, alleggerire la zavorra, fabbricare spazio per altri rapporti. È la sensazione di liberarsi dagli orpelli, dall’inutile che appesantiva. Sukkiri è il sentimento che, in questi casi, interviene a dirci che sì, abbiamo fatto la cosa giusta. Che non c’è più spazio né per il dispiacere né per la rabbia. Che non serve esitazione o senso di colpa. Che, davvero: SUKKIRI!»
📚 da «Wa, La via giapponese all’armonia» @vallardieditore
📸 SCATTO INCREDIBILE di @kohastagram.643
🎏 Un’altra giornata italiana di grande intensità. Vi racconterò, ma con calma.

Laura Imai Messina

📷 Bellissimo scatto di Tōkyō ad opera di @hiro_510

⛩Vedi anche:

«Esiste in giapponese una parola, un concetto che racchiude la fine e la sua bellezza, «la bellezza della fine», il «bel finale». È yūshū no bi 有終の美, che ha in coda il kanji di «fine» (終) e, in testa, quello di «essere» (有). Un’espressione che si usa in coppia con la «bellezza» che è bi (美). […]

Yūshū no bi è lasciare pulito un bagno dopo l’utilizzo, l’abitudine di piegare a triangolo la carta igienica per facilitare chi verrà dopo, smistare i rifiuti, ripiegare i teli dopo aver fatto hanami; è mettere in ordine i banchi, strofinare le superfici e i pavimenti prima di lasciare un’aula, come ai bambini giapponesi si insegna a fare a scuola.»

📚 da «Wa, la via giapponese all’armonia» @vallardieditore @tea.libri

🎏 Sono in partenza, molto nervosa. Lo stomaco con dentro non farfalle ma una giungla intera. La casa però è pulita, i baci distribuiti con cura. La valigia – che da sempre mi fa solo Ryōsuke – pronta. Amata e coccolata prendo l’aereo stanotte e volo verso Milano dove è bello sapere che sono attesa. E poi Bologna!
Che ansia! Che gioia! ❤️

🍡 Ci vediamo “di là”.

✨⛩✨Buon Viaggio 💌

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