1/ «La neve 雪 è una mano che spazza via la pioggia, pioggia 雨 che si trova nella nuvola 雲, nella foschia 霞, nella nebbia 霧, nel tremore 震. Mentre l’amore 愛 è guardarsi indietro ed esitare, la sera 夜 ha la luna sotto il tetto. Sono i kanji del giapponese. 2/ «Per chi studia la lingua, i kanji sono la parte più volatile, quella che non si fa possedere mai del tutto.È innanzitutto automatismo, è l’abitudine che guida la mano. Sono maniglie che aprono porte: bisogna toccarle».

📷 Scatto che ritrae una artista di calligrafia, Makino Shota

«Sono disegni, collage di elementi presi dal mondo vegetale, minerale e animale, da un tempo di uomini e dèi che, con tono perentorio, decisero la disposizione delle cose, definirono la loro natura, la fecero disegno e infine scrittura. Così la neve yuki 雪 è una mano che spazza via la pioggia, pioggia ame 雨, che si trova nella nuvola kumo 雲, nella foschia kasumi 霞, nella nebbia kiri 霧, nel tremore 震. Mentre l’amore ai 愛 è guardarsi indietro ed esitare, il marito otto 夫 ha uno spillone conficcato nella chioma; la sera yoru 夜 ha la luna sotto il tetto e il nord kita 北 prende la forma di due uomini che si danno le spalle.

La spiegazione della loro origine è spesso controversa e sembra una di quelle storie che hanno ancora, e sempre avranno, un margine ampio di interpretazione perché le si possa rimaneggiare, reinventare.

La scrittura giapponese, se da una parte ribadisce il discorso di «accoglienza – selezione – adattamento» di wa, dall’altra insegna che spesso le cose più belle sono anche le più complicate. Per chi studia la lingua, i kanji sono la parte più volatile, quella che non si fa possedere mai del tutto. Non basta guardarli per memorizzarli. Per chi vuole impararli con la cura che gli è necessaria, i kanji devono diventare come quelle melodie provate così tante volte al pianoforte che basta la prima nota – e non più lo spartito – per far scattare la danza sicura delle dita.

È innanzitutto automatismo, è l’abitudine che guida la mano. Sono maniglie che aprono porte: bisogna toccarle».

da «WA, la via giapponese all’armonia» @vallardieditore e ora uscito anche per Tea Libri

📚 Che bello questo rinnovamento di libri, in una settimana in cui è uscita la versione spagnola di «Quel che affidiamo al vento», la versione greca pare essere amata in patria, uscirà in economica in Francia, sta per uscire «Le vite nascoste dei colori» in Olanda, «Goro Goro» ha ricevuto una menzione d’onore a un premio letterario, eccetera eccetera ma davvero eccetera eccetera. Tutto lo studio di anni che prende forma. Che immensa gioia!

📷 Mamimozi

Laura Imai Messina

da «WA, la via giapponese all’armonia» @vallardieditore e ora uscito anche per Tea Libri
Asakura,Kyushu,Giappone

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