IL 23 aprile 1616 moriva Miguel de Cervantes.


Che qualcuno – Erri De Luca, nello specifico – ha chiamato “L’invincibile” [e “Invincibili” sono coloro che lo seguono].
Quando lessi il suo capolavoro lo ritenni il romanzo più importante che avevo letto nella mia vita.
A distanza di tanti anni non ho, sostanzialmente, cambiato parere.
Ho sempre amato, infatti, il suo destino o progetto di vita:
“Morir cuerdo
y vivir loco”.
Chi conosce il Vangelo lo capisce.
E lo segue.
“Ricorda mio caro Sancho, chi vale di più deve fare di più.”
“Il sangue si eredita la virtù si acquista, quindi la seconda è più importante.”
“Questo mio padrone ho visto da mille prove che è un matto da legare, e anche io, del resto, non gli rimango punto indietro, perché, se è vero il proverbio che dice «dimmi con chi vai e ti dirò chi sei» e l’altro «non donde nasci, ma donde pasci», sono più matto di lui perché lo seguo e lo servo.”
Miguel de Cervantes, Don Chisciotte della Mancia
Francesco Guccini
Don Chisciotte
pesaronotizie.wordpress.com/2022/03/08/don-chisciotte-il-coraggio-di-sognare/

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...