Una poesia del poeta-paesologo Franco Arminio che, ispirata alla guerra scoppiata a causa dell’invasione russa in Ucraina, ci parla dell’inevitabilità dell’amore.

La voce della guerra

Franco Arminio
e l’inevitabilità dell’amore
Questa è l’ora
di non dare più nessuna vacanza
all’utopia, uscire in strada
nella neve o col sole,
andare a leggere i nomi dei soldati
di antiche guerre, ripetere
la loro strada, dal mattino
in cui uscirono di casa, fino alla scheggia
che ruppe loro il cuore, fino
al pianto di madri nere e impietrite
in Irpinia e in Ucraina.
I mercanti che furono scacciati dal tempio
hanno avuto molte rivincite,
hanno messo in croce molte volte gli innocenti,
hanno piantato il cipresso al posto dell’ulivo.

Questa è l’ora di pensare all’eroica giovinezza
dei soldati afgani e di quelli morti a Caporetto
col seno delle madri in fondo ai passi.
Questi che vediamo adesso a Oriente
e ad Occidente, capi di tutto e capi del niente,
mai avranno un singhiozzo di vergogna
per quello che fanno e che faranno
in un mondo che si fa cupo deserto
invece di sognare il dolce ardore del disarmo.

È vero, c’è la guerra, ma qualcuno
steso nel rifugio sta dicendo
alla sua donna: la tua voce
non è mai stata così bella.
Franco Arminio
www.romena.it

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