In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi […]»Luca 10,1-12.17-20

Paolo Curtaz


Vangelo di domenica 3 luglio  2022 

Lc 10,1-12. 17-20 

Commento di fra Ermes Ronchi

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ARTIGIANA PACE

Gesù  intona la sua lode per l’umanità. C’è tanto bene sulla terra, tanto buon grano. Il seminatore ha seminato bene nel cuore degli uomini, ovunque!  Molti di essi vivono una vita buona, e spesso i cuori inquieti cercano solo un piccolo spiraglio di luce.

Vangelo di strade e di case. Partono i discepoli, ma non a uno a uno, perché da solo l’uomo è portato a dubitare perfino di se stesso. 

«Noi non arriveremo alla meta a uno a uno, ma a due a due. Se ci ameremo a due a due, noi ci ameremo tutti. E i figli rideranno della leggenda nera, dove l’uomo piangeva in solitudine». (Paul Eluard).

Vanno i settantadue, senza borsa né sacca né sandali, senza cose, senza mezzi, semplicemente uomini che provano a vivere liberi e veri come il loro maestro. A coppie, non da soli; a due a due, per sostenersi; a due a due, come tenda leggera per la presenza di Gesù, perché dove due o tre sono uniti nel mio nome là ci sono io. E senti un senso di leggerezza, di freschezza, di coraggio.

La messe è abbondante, ma gli operai sono pochi. Noi abbiamo sempre interpretato questo brano come un lamento sulla scarsità di vocazioni religiose. Ma Gesù invece intona la sua lode per l’umanità. C’è tanto bene sulla terra, tanto buon grano. Il seminatore ha seminato bene nel cuore degli uomini, ovunque. Molti di essi vivono una vita buona, tanti cuori inquieti cercano solo un piccolo spiraglio di luce, tanti dolori solitari attendono una carezza per sbocciare alla fiducia.

E i discepoli per strade e case portano il volto di un Dio in cammino, che entra, semina pace e passa oltre, che non se ne sta asserragliato nel tempio, dietro muri di sacerdoti o di leviti. 

In qualunque casa entriate, dite: pace a questa casa. Non una pace generica, ma a queste pareti, a questa tavola, a questi volti. «La pace va costruita artigianalmente, a cominciare dalle case, dalle famiglie, dal piccolo contesto in cui ciascuno vive» (papa Francesco). Pace artigiana. 

Anche la pace si annuncia a due a due, perché è un bene profuso che non si può vivere da soli. La pace è relazione, altrimenti è vuota. 

Ed ecco perché sarete perseguitati: perché farete crollare quel sistema di valori stabilito sul superfluo, sulla competizione, sul denaro. Invece ogni uomo vale quanto valgono i suoi ideali e il suo cuore.

E se non vogliono la pace, scuotete la polvere e avviatevi altrove, c’è sempre un altro paese, un’altra casa, un altro cuore in attesa del mio vangelo.

Vanno i settantadue, ricchi solo di un santuario di povertà, poveri solo di solitudine.

Vi mando come agnelli in mezzo ai lupi. Non intende: vi mando allo sbaraglio, al martirio. C’è il mistero del male, ogni giorno, anche oggi ci sono lupi in agguato, ma non vinceranno. Vi mando come presenza disarmata, ad opporvi al male con un “di più” di bontà. 

Bontà che non è soltanto la risposta al male, è anche la risposta al non-senso della vita tutto intorno a noi.

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«Luglio è 文月 fuzugi .Nel giorno di Tanabata, la festa piú popolare del Giappone, da cui il nome 七夕月 , «il mese di Tanabata»✨BENVENUTO LUGLIO!!!🎋🌿♥️🐬🎈🎉

«Luglio è 文月 fuzugi .
Nel giorno di Tanabata, la festa piú popolare del Giappone, da cui il nome 七夕月 , «il mese di Tanabata»
, era consuetudine scrivere sui tanzaku delle poesie e si pregava per migliorare nell’arte della calligrafia; di qui anche l’altra dicitura, simile, del mese, 文披月, che illustra la scrittura sui rami di bambú. Un’altra ipotesi vuole sia invece derivato dal nome 含月 , che allude alla crescita
delle piantine di riso.
Altri antichi nomi di luglio sono: «il mese di ominaeshi», ossia una delle sette erbe che fiorivano in questo periodo e venivano offerte ai defunti durante la Festa dell’o-bon;, «il mese del fresco» o «il mese dell’aria fresca»; «il mese delle orchidee». Luglio un tempo era anche «il mese dei genitori», occasione di commemorazione degli antenati e dei defunti: era infatti usanza recarsi a pregare intorno alla tomba di famiglia e tenere rituali dell’o-bon. Secondo la declinazione contemporanea del calendario solare, adesso luglio coincide con la fine della stagione delle piogge, con l’ingresso vero e proprio nell’estate, con il canto corale di cicale e ranocchie.»
da «Tokyo tutto l’anno: Viaggio sentimentale nella grande metropoli» @einaudieditore (pp.130-131).
BENVENUTO LUGLIO!!!
Laura Imai Messina
🎋🌿♥️🐬🎈🎉
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MEDIA INAF – Il cielo di luglio

Si chiama Asthros, è stato progettato e costruito dall’impresa brianzola Media Lario e il suo specchio primario è fra i più grandi mai realizzati per telescopi su pallone stratosferico. Osservando nel lontano infrarosso le regioni di formazione stellare, studierà i processi di feedback che sterilizzano le galassie. La consegna alla Nasa avverrà entro la fine di luglio.

https://youtu.be/oLmkkfWQ_ww

 IL CIELO DI LUGLIO

Inauguriamo oggi un nuovo ciclo di “cieli del mese” a cura di Fabrizio Villa, astrofisico dell’Inaf di Bologna che ha raccolto l’eredità di Marco Galliani e continuerà la nostra tradizione nel raccontarvi cosa succederà dopo il calare del Sole. Lo spettacolo notturno avrà come protagoniste carrellate planetarie e congiunzioni che non si possono perdere, la Via Lattea, il Triangolo estivo e la cometa K2
— Leggi su www.media.inaf.it/

Certo che ti farò del male. Certo che me ne farai. Ma questa è la condizione stessa dell’esistenza. Farsi primavera, significa accettare il rischio dell’inverno. Farsi presenza, significa accettare il rischio dell’assenza…

Certo che ti farò del male. Certo che me ne farai. Ma questa è la condizione stessa dell’esistenza. Farsi primavera, significa accettare il rischio dell’inverno. Farsi presenza, significa accettare il rischio dell’assenza… Antoine de Saint-Exupéry nato il #29giugno 1900 pic.twitter.com/QGiThhqXv1 — AlzogliOcchi (@AlzogliOcchi) June 29, 2022

Certo che ti farò del male. Certo che me ne farai. Ma questa è la condizione stessa dell’esistenza.

Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi: navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione. E ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannoiser. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia. E’ tempo di morire
Roy Batty
www.raicultura.it/cinema

Roy Batty
– Il vero protagonista di Blade Runner
artesettima.it/2019/08/02/roy-batty-il-vero-protagonista
Io non so perché mi salvò la vita. Forse in quegli ultimi momenti amava la vita più di quanto l’avesse mai amata… Non solo la sua vita: la vita di chiunque, la mia vita. Tutto ciò che volevano erano le stesse risposte che noi tutti vogliamo: “Da dove vengo?” “Dove vado?” “Quanto mi resta ancora?” Non ho potuto far altro che restare lì e guardarlo morire.”
Rick Deckard

Primo tour … Frida Bollani

Frida Bollani Magoni, la bravissima figlia di Stefano Bollani e Petra Magoni, ha pubblicato il suo primo album. Si intitola “Primo Tour” e raccoglie i brani che l’artista ama maggiormente eseguire durante i suoi concerti, da “Toxic” di Britney Spears a “La cura” di Battiato e “Halleluja” di Leonard Cohen, da un concerto del 2020. Proprio a proposito di questa canzone, Frida ha confessato in una lunga intervista la magazine Vanity Fair, che “A quel concerto c’erano mio padre e mia madre che, alla fine, sono saliti sul palco a cantare con me. Una cosa più unica che rara, di grande impatto emotivo”.
Circa “La cura”, eseguita per la prima volta al Quirinale, l’artista ha ricordato che era “molto agitata, avevo studiato il brano per quell’occasione e, per accompagnarlo, avevo realizzato un arrangiamento particolare che non ero sicura arrivasse alle persone. Ho avuto un lapsus, non sapevo bene come fare, ma poi sono ripartita cavandomela con una piccola pausa che, da quel momento in poi, faccio sempre quando mi esibisco. Ci vogliono ogni tanto le pause».
Sul rapporto con i celebri genitori e l’eventuale timore di non essere portata per la musica, la giovane artista ha spiegato di non aver mai avuto paura di non possederne l’inclinazione, ma di aver “sempre avuto la consapevolezza di dover migliorare tanto, soprattutto come cantante. Sono partita come pianista, al canto mi ci sono avvicinata da autodidatta sentendo gli altri cantare: sono talmente pochi anni che lo studio che sento di doverci ancora lavorare. Si può sempre imparare”.
Per leggere gli spartiti, Fida ha raccontato che “ci sono quelli in braille. Un non vedente deve imparare a leggere e a scrivere prima degli altri. Io, per esempio, ho imparato un anno prima di andare in prima elementare, mentre la musica in braille è arrivata subito dopo. I primi anni andavo a orecchio, poi Paolo Razzuoli mi ha insegnato a leggere la musica”.
www.radiomontecarlo.net/news/musica
Foto Getty Images

Frida Bollani Magoni: «La musica è la mia luce»
In dono ha avuto la vocazione dei genitori (Stefano Bollani e Petra Magoni). Suonare è la sua vita, fin da quando, da bambina, ha trovato nelle note i colori che non percepisce con gli occhi. Storia di una giovanissima stella
www.vanityfair.it/article/frida-bollani-magoni-intervista-album-

Frida Bollani Magoni: i live dell’album di esordio “Primo Tour” sono un vero boom!

Nonostante sia una ragazzina, Frida è un genio della musica capace di attraversare i generi con una facilità disarmante

Primo tour … Frida Bollani

Frida Bollani Magoni, la bravissima figlia di Stefano Bollani e Petra Magoni, ha pubblicato il suo primo album. Si intitola “Primo Tour” e raccoglie i brani che l’artista ama maggiormente eseguire durante i suoi concerti, da “Toxic” di Britney Spears a “La cura” di Battiato e “Halleluja” di Leonard Cohen, da un concerto del 2020. Proprio a proposito di questa canzone, Frida ha confessato in una lunga intervista la magazine Vanity Fair, che “A quel concerto c’erano mio padre e mia madre che, alla fine, sono saliti sul palco a cantare con me. Una cosa più unica che rara, di grande impatto emotivo”.
Circa “La cura”, eseguita per la prima volta al Quirinale, l’artista ha ricordato che era “molto agitata, avevo studiato il brano per quell’occasione e, per accompagnarlo, avevo realizzato un arrangiamento particolare che non ero sicura arrivasse alle persone. Ho avuto un lapsus, non sapevo bene come fare, ma poi sono ripartita cavandomela con una piccola pausa che, da quel momento in poi, faccio sempre quando mi esibisco. Ci vogliono ogni tanto le pause».
Sul rapporto con i celebri genitori e l’eventuale timore di non essere portata per la musica, la giovane artista ha spiegato di non aver mai avuto paura di non possederne l’inclinazione, ma di aver “sempre avuto la consapevolezza di dover migliorare tanto, soprattutto come cantante. Sono partita come pianista, al canto mi ci sono avvicinata da autodidatta sentendo gli altri cantare: sono talmente pochi anni che lo studio che sento di doverci ancora lavorare. Si può sempre imparare”.
Per leggere gli spartiti, Fida ha raccontato che “ci sono quelli in braille. Un non vedente deve imparare a leggere e a scrivere prima degli altri. Io, per esempio, ho imparato un anno prima di andare in prima elementare, mentre la musica in braille è arrivata subito dopo. I primi anni andavo a orecchio, poi Paolo Razzuoli mi ha insegnato a leggere la musica”.
(Foto Getty Images)

Frida Bollani Magoni: i live dell’album di esordio “Primo Tour” sono un vero boom!

Nonostante sia una ragazzina, Frida è un genio della musica capace di attraversare i generi con una facilità disarmante

“Quando sognerai di un mondo che non è mai esistito o di uno che non esisterà mai e in cui sei di nuovo felice, vorrà dire che ti sei arreso.”

CORMAC MC CARTHY, LA STRADA

Uno dei romanzi più fulminanti e forti degli ultimi decenni, un libro angoscioso e amoroso al tempo stesso, la narrazione di una desolazione apocalittica da lugubre fine del mondo e della resistenza disperante, tenace, impaurita e tenerissima di un uomo e un bambino in una relazione profonda e totalizzante: un padre che vuole salvare il suo bambino dalla sparizione,dalla morte, in un pianeta regredito a uno stato primitivo, minaccioso e inselvatichito.

La strada di Cormac Mc Carthy  è un romanzo che ti prende in un vortice di complicità terrorizzata e amorosa.
www.gliamantideilibri.it/la-strada-cormac-mc-carthy/

😎Poesie da ☀️spiaggia â˜€ï¸

Il cantautore e l’editore-poeta condividono una passione che li ha fatti incontrare. “La Stampa – TuttoLibri”
Il libro dell’estate? Una raccolta di versi. Non era mai successo. 50mila copie in appena un mese, entrando nella classifica dei titoli più venduti. Emanuela Giampaoli, “la Repubblica – ed. Bologna”

Parole di grandi poeti di tutti i tempi, che chiedono di essere lette, ascoltate, ricordate. Quelle che trovate in questo libro sono state scelte da … Nicola Crocetti & Jovanotti

>>>> 😎Poesie da ☀️spiaggia ☀️<<<<
www.crocettieditore.it/poesia/poesie-da-spiaggia/
Poesie da spiaggia
di Jovanotti, Nicola Crocetti
Secondo Yves Bonnefoy, la poesia è essenziale come lo sono la carta dei fondali marini o il portolano o la bussola perfino su una nave nella tempesta, che teme di affondare: senza di essi, in ogni caso, quella nave non potrebbe raggiungere il porto. Con questo strumento, e con la loro grande e condivisa passione, Nicola Crocetti e Jovanotti ci guidano lungo una strada che assomiglia al viaggio verso Itaca descritto da Kavafis: bellissimo, pieno “di conoscenze e d’avventure” e capace di donarci la ricchezza della sua durata, dell’esperienza e della saggezza. È un viaggio possibile grazie alle parole dei poeti, che da sempre indicano l’oltre, qualcosa che esiste oltre la frontiera dell’esperienza ordinaria. Intrecci, echi, ininterrotti dialoghi ci raggiungono dai diversi angoli della terra in cui una voce umana abbia modulato le parole in modo diverso e infranto le regole del linguaggio per creare nuovi mondi e immagini indimenticabili. I temi sono quelli eterni dei tormenti, delle passioni, dei grandi interrogativi, dei miracoli e delle esaltazioni dell’avventura umana: diamanti sempre splendidi, contro cui nulla può l’opera distruttrice del tempo.
Jovanotti: Perché hai accettato di fare un libro con un “tipo da spiaggia” come me?
Nicola Crocetti: Perché tu hai tutto quello che serve per “convincere”, per diffondere e far amare la poesia: la conosci bene, la leggi da tanti anni, hai entusiasmo, passione, simpatia. C’è bisogno di altro?

www.crocettieditore.it/poesia/poesie-da-spiaggia/

DOMENICA 3 LUGLIO: DOMENICO IANNACONE A ROMENA


il giornalista Rai al centro di una giornata speciale con tante attività e incontri
Il giornalista dell’ascolto e dell’attenzione a Romena per un incontro pubblico in cui racconterà il suo modo, specialissimo, di fare televisione, mettendo sempre al centro le persone, le loro storie, la loro umanità.I suoi programmi “Dieci comandamenti” e, più di recente “Che ci faccio qui?” sempre su Rai3 sono trasmissioni in cui la Tv diventa strumento di un racconto curato, appassionato, con tempi non frenetici ma dilatati, in cui ogni protagonista ha la possibilità di trasmettere quello che è.

La parola “attenzione” sarà al centro di un incontro in cui Iannacone parlerà di sé e dei personaggi specialissimi che ha incontrato in giro per l’Italia, figure di straordinaria umanità capaci di raccontare in maniera unica il nostro presente.

La presenza di Iannacone a Romena sarà festeggiata attraverso una domenica specialissima che proporrà anche altri ingredienti:

Ore 11 Lode
Ore 14.30 e ore 18 Esibizione di Gunther Rieber, clown e artista di strada
Ore 15 incontro con Domenico Iannacone
Ore 17 Messa nel grande prato antistante la Pieve
Ore 18 Camminata esperienziale con lo scrittore Alberto Cancian, con momenti di rilassamento e attivazioni sensoriali nella natura che circonda Romena. A seguire dialogo con l’autore per la presentazione del suo ultimo libro: “Il Viaggio di Gioia”.

www.romena.it/

Domenico Iannacone (giornalista, autore tv), sonorizzazioni di Lorenzo Mazzilli (chitarra)

Domenico Iannacone: nato nel 1962 a Torella del Sannio (CB), ha iniziato giovanissimo la carriera giornalistica sulle testate regionali. E’ stato inviato di punta di Ballarò e Presa diretta (Rai3). Ha ideato e condotto, per sette edizioni, il programma d’inchiesta I dieci comandamenti e dal 2019 è in onda con Che ci faccio qui, uno tra programmi di approfondimento più seguiti di RaiTre.
Per cinque volte gli è stato attribuito il Premio Ilaria Alpi. Nel 2015 ha vinto il Premio Paolo Borsellino e nel 2017 il Premio Goffredo Parise.
Con il film documentario Lontano dagli occhi ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti internazionali, aggiudicandosi nell’ordine: il Civis Media Prize di Berlino, il Real Screen Awards di Los Angeles e il Peace Jam Jury Awards di Montecarlo.
Nel 2018 con Siamo tutti matti, un racconto spiazzante della follia, vince il Festival del Cinema di Spello. Nel 2019 il Centro Sperimentale di Cinema-Scuola di Cinematografia lo ha insignito del diploma honoris causa in Reportage Audiovisivo. Nel 2021 gli viene assegnato il Premio Kapuściński e sempre nello stesso anno il film documentario L’odissea, è stato premiato alla XIV edizione del Premio Moige.
Il suo modo di raccontare trae ispirazione dalla migliore tradizione documentaristica italiana e si pone a metà strada tra cinema neorealista e racconto giornalistico del reale.

http://www.festivalbiblico.it/soli-nella-notte/

Vedi noncerosasenzaspine.blog/festival-biblico-in-vacanza/

PREGHIERE: IL TURBINE DELLA VITA


Insegnaci, Signore, ad accogliere la vita nel suo vortice incalcolabile, che è allo stesso tempo abbagliante e difficile.
Insegnaci ad abbracciare la sua materia contraddittoria, perché mescola il flessibile e l’inflessibile, il leggero e il pesante, il solare e il crepuscolare. E la verità è che siamo chiamati ad abbracciare tutto questo.
Insegnaci la saggezza di vedere ogni situazione come un cammino, sia che si tratti della limpida chiarezza in certe stagioni, sia che si tratti della penombra di ciò che non comprendiamo o accettiamo a caro prezzo

Insegnaci a dirigere a te i nostri successi, i passi che sentiamo determinati e fermi, ma anche le nostre mappe vacillanti ed erratiche, la geografia delle nostre trame sofferenti, piene di esitazioni, omissioni, avanzamenti e ritiri, incoerenze e sensi di colpa.
Insegnaci a non perdere la speranza di fronte alla vulnerabilità che riconosciamo in noi stessi e negli altri. Che sappiamo guardare con i tuoi occhi, Signore, che sanno vedere oltre le apparenze e l’orizzonte immediato; che sanno trasformare, per esempio, le nostre ferite in processi di maturazione e di incontro.
Insegnaci ad aspettare, come la terra secca aspetta la pioggia, come la notte densa aspetta l’alba, o come il silenzio aspetta la parola che finalmente rivelerà il suo significato.
Che possiamo imparare a riconoscere i tuoi passi, Signore, e a sentire il tuo prossimo nel vuoto e nella presenza, nella desolazione che minaccia e nella fiducia che conferma e rafforza».

>>>> www.romena.it/preghiere/

José Tolentino Mendonça
Un cammino di preghiere per dare ossigeno al quotidiano e riempire la giornata di bellezza e di profondità. Un piccolo, importante spazio, riempito dalla voce poetica dello scrittore e teologo portoghese

Vangelo di domenica 26 giugno 2022✨Lc 9, 51-62 ✨Commento di fra Ermes Ronchi✨L’UOMO SENZA AGGETTIVO

Luigi Verdi Ermes Ronchi Marina Marcolini audio della Messa da Romena
>>> youtu.be/okbSAc9EFMU

✨💌✨💌✨💌✨💌✨

Vedi: www.romena.it/notizie/domenica-26-giugno-incontro-con-ermes-ronchi-e-marina-marcolini/


Vangelo di domenica 26 giugno 2022

Lc 9, 51-62
Commento di fra Ermes Ronchi

Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, Gesù prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme e mandò messaggeri davanti a sé. Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per preparargli l’ingresso. Ma essi non vollero riceverlo, perché era chiaramente in cammino verso Gerusalemme. Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?» (…) Luca 9, 51-62

Icona della libertà, Gesù difende perfino un paese intero che non lo vuole. Perché l’uomo viene prima della sua fede e delle sue idee. Ãˆ l’uomo, e guai se ci fosse un aggettivo: samaritano o cananeo, giusto o ingiusto. 
E Gesù difende quel villaggio per difenderci tutti.

LEGGI

>>> smariadelcengio.it

✨DOMENICA 26 GIUGNO✨Riflessione di Francesco Fiorillo✨

Nuovo,come l’amicizia che si rinnova dopo un
tradimento.
Come il rosso dei papaveri in mezzo alle spighe e
il blu della prima pennellata della notte stellata.
Nuovo.Perché il Nuovo accade,che tu lo voglia o no. don Francesco
In direzione ostinata e contraria direbbe Fabrizio de André, in riferimento a Gesù che nel Vangelo di questa domenica “prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme”. E Lorenzo Cherubini, invece avrebbe detto arriva un giorno in cui bisogna prendere una decisone. Gesù lo fa. Lo fa sempre. Decide. L’uomo e la donna che si sentono liberi decidono. Sempre. Non rimangono in bilico, non restano tiepidi e si caricano delle conseguenze della loro decisione, se ne fanno responsabili.
DOMENICA 26 GIUGNO
riflessione di Francesco Fiorillo

>>> diventa tu il cambiamento del mondo

Nuovo,come l’odore della terra dopo la pioggia.
Nuovo,come il pianto del figlio che nasce nonostante il
timore dell’incerto.
Come l’alba del primo giorno dopo la bomba atomica e
della prima stella nel gelido inverno.
Nuovo,come gli occhi del cane al mio risveglio.
d Francesco

Natività di San Giovanni Battista 23 – 24 Giugno (solstizio d’estate)


www.santodelgiorno.it/nativita-di-san-giovanni-battista/

Nascita_di_Giovanni_Battista

Il solstizio d’estate e la Festa di San Giovanni Battista
www.reteitalianaculturapopolare.org/archivio-partecipato/item/932-il-solstizio-d-estate-e-la-festa-di-san-giovanni-battista

In questi giorni  il Sole è all’apice della sua luce. Per questo il Solstizio d’estate (dal latino  solstitium, da sistere, “fermarsi) è considerato sacro nelle tradizioni pagane precristiane, diffuse in tutta Europa.

A questo periodo  si collega la festa di San Giovanni Battistacelebrata il 24 giugno, tradizionalmente indicato come giorno della sua nascita ed inserito nel calendario delle manifestazioni in suo onore realizzate in innumerevoli città e paesi, da Torino a Genova da Firenze a Ragusa, dove viene venerato come santo patrono.

Giovanni Battista è il santo più raffigurato nell’arte di tutti i secoli, rivestito di solito con una pelle d’animale e con in mano un bastone terminante a forma di croce. Ciò testimonia il grande interesse che in tutte le epoche ha suscitato questo profeta,  l’ultimo dell’Antico Testamento , cugino di Gesù, e che rese testimonianza ancora in vita al Cristo ,battezzandolo nel fiume Giordano . Il Battista morì a causa della sua predicazione. Egli condannò pubblicamente la condotta di Erode Antipa, re di Giudea, che conviveva con la cognata Erodiade; il re lo fece prima imprigionare, poi, per compiacere la bellissima figlia di Erodiade, Salomè, lo fece decapitare.

Nella sua figura di rigeneratoredi un’era nuova, San Giovanni Battista, che nell’iconografia più antica viene anche rappresentato in unione con rami e tronchi d’albero spezzati e rigermoglianti, allegoria di una vita che periodicamente si rinnova, è riconducibile simbolicamente ai riti agraridella sua festa.  

Durante la notte di S. Giovanni erbe e metalli, nelle funzioni rispettivamente curativa e divinatoria, vengono  utilizzati, come residuo di credenze ancestrali, così come l’acqua ed il fuoco, questi ultimi  a simboleggiare il connubio tra la Luna ed il Sole ed in qualità di elementi purificatori e propiziatori.

Erbe e piante , dall’iperico al noce, sono  considerate  all’apice delle loro caratteristiche e l’acqua lasciata all’aperto durante la notte della vigilia o la rugiada raccolta al mattino del 24 giugno darebbe, in base alle credenze popolari, il massimo potere terapeutico e sarebbe fautrice di fertilità.

Nel sud Italia, e particolarmente in Sardegna nell’area algherese, dove è presente l’influsso delle tradizioni e lingua catalane, le ragazze da marito, dopo aver fuso il piombo, lo versavano in un recipiente d’acqua. Il piombo si raffreddava velocemente e dalla forma assunta si traevano previsioni sul mestiere del futuro marito.

L’atto propiziatorio dell’accensione dei falò nei campi la notte di San Giovanni, si riscontra tuttora in moltissime regioni europee, unito al  rito del comparatico  in Sardegna e in altre aree del Sud, dove  la notte della vigilia le persone, stringendosi per mano, si promettono fedeltà nell’amicizia  per tutta la vita, con l’obiettivo di dare un  senso beneaugurante per la comunità. Recitando all’unisono auguri e auspici nel momento del salto del fuoco, ripetuto tre volte, a significare che, così come si supera l’ostacolo rappresentato dalle fiamme, insieme si superano le difficoltà , si consolida  per sempre il legame tra compari  e comari.

Il Comune di Sedini (SS) aderisce con i Fuochi di S. Giovanni ed il rito del comparatico al progetto sui Patrimoni culturali e calendario rituale della Rete Italiana di Cultura Popolare

www.reteitalianaculturapopolare.org/it/calendario-dei-riti-e-delle-feste

Luigi Vitò Valente